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	<title>La Gazzetta del Calcio &#187; Josè Mourinho</title>
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		<title>Un secolo di allenatori: i più bravi di sempre</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 20:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In oltre un secolo di calcio numerosi protagonisti si segnalano anche nella categoria degli allenatori; chiaramente il calcio pionieristico di cinquanta e più anni fa non è assolutamente paragonabile a quello contemporaneo e, per quanto ci riguarda, se escludiamo il mitico Pozzo ben pochi nomi sono passati alla storia prima degli anni sessanta. Di quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2114" title="Nereo Rocco" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/10/nereorocco.jpg" alt="Nereo Rocco" width="470" height="361" />In oltre un secolo di calcio numerosi protagonisti si segnalano anche nella categoria degli <strong>allenatori</strong>; chiaramente il calcio pionieristico di cinquanta e più anni fa non è assolutamente paragonabile a quello contemporaneo e, per quanto ci riguarda, se escludiamo <strong>il mitico Pozzo</strong> ben pochi nomi sono passati alla storia prima degli anni sessanta. Di quel periodo invece non possiamo non ricordare <strong>Helenio Herrera</strong> e <strong><a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/10/nereorocco.jpg">Nereo Rocco</a></strong>, subito dopo di loro un semi sconosciuto allenatore olandese, Rinus Michels, si impose all&#8217;attenzione del mondo intero introducendo il così detto calcio totale con il mitico Ajax, di cui Johan Cruiff fu il profeta incontrastato. A livello europeo dobbiamo ricordare poi  <strong>Ernst Happel</strong> capace, come <strong>Trapattoni</strong>, di vincere il titolo in quattro diversi campionati nazionali, poi <strong>Guus Hiddink</strong> giramondo di grande talento, quindi Ottmar Hitzfeld nominato per ben due volte miglior allenatore mondiale dell&#8217;anno, per arrivare poi a <strong>Rafael Benitez</strong> capace come pochi, al talentuoso e discusso <strong>Mourinho</strong> e, per finire, a sir <strong>Alex Ferguson</strong> che è da 23 anni alla guida del prestigioso Manchester United ed ha vinto come pochi al mondo.</p>
<p>Tra le nuove leve una particolare menzione a <strong>Pep Guardiola</strong> che al primo anno sulla prestigiosa panchina del Bercellona ha vinto tutto quanto c&#8217;era da vincere, in campo nazionale ed europeo.</p>
<p><strong>ALLENATORI MADE IN ITALY</strong> &#8211; A livello nazionale, oltre a Rocco, va ricordato Ferruccio Valcareggi campione d&#8217;Europa con la nostra nazionale nel 1968 e vice campione del mondo a Messico 70, <strong>Niels Liedholm</strong> gran maestro e gran signore, poi <strong>Enzo Bearzot</strong> che guidò la vittoriosa spedizione in Spagna 82, quindi <strong>Arrigo Sacchi</strong> uno dei maggiori artefici del calcio moderno, Giovanni Trapattoni che in Italia, e non solo, ha dimostrato di essere un vincente, capace di reggere ad ad alti livelli per svariati decenni. Dagli anni 90 in poi l&#8217;allenatore più vincente e preparato è stato sicuramente <strong>Fabio Capello</strong>, che attualmente sta facendo benissimo anche alla guida della nazionale inglese; subito dopo viene <strong>Marcello Lippi</strong> che, fra l&#8217;altro, è riuscito a farci vincere un altro campionato del mondo con una formazione che,almeno  inizialmente, non sembrava irresistibile. Una menzione particolare va a <strong>Carletto Ancelotti</strong> che, a soli 50 anni, vanta già una lunga e gloriosa carriera, oltre che a <strong>Prandelli</strong> e <strong>Spalletti</strong>, meno conosciuti a livello internazionale, ma altrettanto capaci e preparati.</p>
<p>Tra gli emergenti nostrani stanno dimostrando buone cose Gasperini ed Allegri che, con tanto lavoro ed un po di fortuna, potrebbero guadagnarsi spazi importanti.</p>
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		<title>Allenatori nel pallone, comincia la danza delle panchine</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 22:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appena andata in archivio la quarta giornata del campionato di calcio, le squadre sono già all&#8217;opera per prepararsi alle prossime partite che si disputeranno mercoledì sera (solo Genoa &#8211; Juventus si giocherà giovedì); niente riposo quindi per giocatori e tecnici; mentre i primi, dopo solo quattro turni non possono essere ancora compiutamente giudicati, relativamente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1895" title="Antonio Conte Atalanta" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/antonioconte.jpg" alt="Antonio Conte Atalanta" width="470" height="336" />Appena andata in archivio la quarta giornata del campionato di calcio, le squadre sono già all&#8217;opera per prepararsi alle prossime partite che si disputeranno mercoledì sera (solo Genoa &#8211; Juventus si giocherà giovedì); niente riposo quindi per giocatori e tecnici; mentre i primi, dopo solo quattro turni non possono essere ancora compiutamente giudicati, relativamente a questa prima fase del torneo, si tirano già <strong>le prime conclusioni sugli allenatori</strong>.</p>
<p><strong>FLOP GREGUCCI</strong> &#8211; Partendo dal fondo della classifica si registra già la prima vittima della famigerata <em>&#8220;sindrome del presidente&#8221;</em>, l&#8217;esonero è toccato a <strong>Gregucci</strong> allenatore di un&#8217;Atalanta irriconoscibile, ancora a zero punti in classifica, un solo goal fatto e sette subiti; al suo posto arriva <strong><a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/antonioconte.jpg">Antonio Conte</a></strong> che dalle prime dichiarazioni, e non poteva essere diversamente, si dice alquanto fiducioso; difficilmente infatti potrà fare peggio di chi lo ha preceduto.</p>
<p><strong>GIGI DEL NERI AL TOP</strong> &#8211; L&#8217;allenatore che invece in questo momento va per la maggiore è <strong>Del Neri</strong>, fra l&#8217;altro ex atalantino, che con la sua Sampdoria viaggia, abbastanza inaspettatamente, in vetta alla classifica in compagnia della Juve di Ferrara il quale, per il momento, non poteva chiedere di più ne al destino ne ai suoi uomini.</p>
<p><strong>Allegri</strong> dal canto suo è già abituato alle false partenze, l&#8217;anno scorso era infatti ancora a zero punti mentre quest&#8217;anno ne ha raccolto uno, la sua squadra raccoglie invece consensi e l&#8217;apprezzamento del suo pubblico. A quota quattro punti troviamo un allenatore che probabilmente rischia più di Allegri, vale a dire <strong>Donadon</strong><strong>i</strong>, nonostante la dispendiosa campagna acquisti il suo Napoli stenta tanto nel gioco quanto nei risultati.<br />
Non se la passano bene nemmeno Zenga e Atzori, il Palermo non convince pienamente e ha già due punti in meno della passata stagione, mentre il Catania registra addirittura un meno 6.<br />
La quarta giornata ha fornito una boccata di ossigeno puro, più o meno meritato, ai vari Leonardo, Ventura, Di Carlo, Guidolin e soprattutto <strong>Ranieri</strong> che, arrivato a Roma a &#8220;dispetto dei santi&#8221; si è tolto una bella soddisfazione mettendo in campo una Roma volitiva che ha dato spettacolo almeno per 60 minuti, surclassando la frastornata Fiorentina di Prandelli.</p>
<p>Una segnalazione speciale infine per il solito <strong>Mourinho</strong> che, pur vincendo senza merito a Cagliari, ha trovato il modo di rendersi come sempre protagonista, in questo caso più nel male che nel bene, rimediando infatti un&#8217;altra espulsione per intemperanze verso l&#8217;arbitro. E siamo solo all&#8217;inizio.</p>
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		<title>L&#8217;Inter vince a Cagliari&#8230; ma perde Mourinho</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 18:59:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la non esaltante prova di Champions con il Barcellona l&#8217;Inter si rituffa nel campionato e incrocia i guantoni con il Cagliari di mister Allegri che si è dimostrato, ancora una volta, una buona squadra che però sta raccogliendo meno di quanto meriti. La formazione sarda è scesa in campo decisa a ben figurare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1871" title="Josè Mourinho Espulso" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/mourinho2.jpg" alt="Josè Mourinho Espulso" width="470" height="334" />Dopo la <a href="http://www.gazzettacalcio.com/2009/09/uninter-surclassata-dal-barcellona-pareggia-a-fatica/">non esaltante prova di Champions con il Barcellona</a> l&#8217;Inter si rituffa nel campionato e incrocia i guantoni con il Cagliari di mister Allegri che si è dimostrato, ancora una volta, una buona squadra che però sta raccogliendo meno di quanto meriti. La formazione sarda è scesa in campo decisa a ben figurare e per nulla intimorita dal blasonato avversario.</p>
<p><strong>IL MATCH</strong> &#8211; Muorinho rispetto alla partita infrasettimanale cambia qualche pedina, in particolare rientrano dall&#8217;inizio Cordoba e Cambiasso; Allegri schiera fin dall&#8217;inizio Matri che, con la sua velocità e intraprendenza, mette in difficoltà la difesa nerazzurra, fino a quando sorprende in velocità Maicon che non trova di meglio che spingerlo a terra: <strong>rigore ed ammonizione</strong>, Jeda trasforma con sicurezza. Nella restante parte del primo tempo i campioni d&#8217;Italia non si dimostrano tali, giocando sotto tono e senza mai essere veramente incisivi. Nella ripresa invece, anche per merito dell&#8217;ingresso di Balotelli, si regista un cambio di marcia e, pur senza strafare, qualche occasione in più viene creata e, grazie anche a svarioni della difesa degli isolani, <strong>il solito Milito</strong> riesce prima a pareggiare e poi a segnare il goal del raddoppio, su Marchetti in uscita disperata.</p>
<p><strong>ESPULSO MOURINHO</strong> &#8211; A questo punto la partita cresce di tono più per merito del Cagliari, che si riversa in avanti costruendo <strong>numerose palle goal, fallite</strong> però miseramente più per demerito dei suoi attaccanti che per meriti altrui; l&#8217;Inter comunque non sta a guardare e ogni tanto cerca di pungere, fino a quando un fallo deciso, ma non cattivo, su Balotelli scatena<strong> le ire di Mourinho</strong> per la mancata ammonizione del difensore cagliaritano che ha effettuato l&#8217;intervento, l&#8217;arbitro interviene deciso e lo espelle senza esitazioni.</p>
<p>L&#8217;allenatore interista, considerate anche le critiche dichiarazioni del dopo Barcellona, ha dimostrato ancora una volta di essere decisamente <strong>insofferente sia alle critiche, che alle decisioni che non lo favoriscono</strong>; richiamandoci alla memoria, e accomunandolo in questo, a un noto personaggio politico nostrano.<br />
Al tirar delle somme comunque l&#8217;Inter si prende i tre punti e al Cagliari rimangono solo gli applausi del suo pubblico.</p>
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		<title>Stipendi dei calciatori: Mourinho li batte tutti</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 22:32:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-1625" title="Josè Mourinho Inter" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/josemourinho.jpg" alt="Josè Mourinho Inter" width="470" height="355" />&#8220;Occhio non vede cuore non duole&#8221;</em>; ma quando l&#8217;occhio vede, talvolta, più che al cuore fa venire il mal di fegato. Cosa che probabilmente é successa a chi, in un celebrato quotidiano sportivo, ha potuto constatare gli stipendi dei giocatori del calcio nostrano. Non é he la cosa ci ha colto di sorpresa, ma vedere certe cifre fa comunque impressione e suscita anche una certa <strong>indignazione</strong>, soprattutto in un momento come questo, con una crisi economica e occupazionale ancora dilagante e con almeno una famiglia su quattro che ha seri problemi per riuscire a campare in maniera dignitosa.</p>
<p>Non ci sentiamo di colpevolizzare più di tanto i giocatori, perché quando trovano chi garantisce loro cifre da capogiro fanno bene ad accettarle; la colpa va invece addebitata, oltre che ad alcuni proprietari e dirigenti di grosse squadre,  a questo sistema lievitato a dismisura, che continua ad essere sempre più<strong> lontano dal mondo reale</strong>. Basti pensare che nei primi anni settanta fecero scalpore alcune valutazioni, allora stratosferiche, come quella di Giuseppe Savoldi acquistato dal Napoli per una cifra di circa due miliardi, con un rapporto tra valutazione e stipendi di allora di poco superiore a 1 a 20.000, mentre nel 2009 il rapporto tra la valutazione di Cristiano Ronaldo ed uno stipendio medio é salito a più di 1 a 60.000.</p>
<p><strong>L&#8217;ASSURDO</strong> &#8211; Un buon calciatore aiuta sicuramente l&#8217;industria &#8220;pallonara&#8221; a decollare, ma considerato che un buon dirigente d&#8217;azienda (con molte più responsabilità) si attesta mediamente tra i 60 ed i 100.000 euro all&#8217;anno, non si vede perché un calciatore di medio valore (e sottolineo <em>medio</em>) debba guadagnare <strong>tra i 500.000 euro ed il milione annuo </strong>, tanto più se consideriamo che un operaio specializzato e un medio impiegato oscillano tra i 20.000 ed i 30.000 euro, tralasciando infine milioni di pensionati, precari e chi non avendo un lavoro non ha neanche uno stipendio.</p>
<p><strong>ALTRO CHE CRISI</strong> &#8211; In siffatta situazione gli stipendi della nuova serie A superano, in totale, il muro degli <strong>800 milioni lordi</strong> (840 per l&#8217;eattezza) contro i precedenti <em>768</em>.  Balza comunque all&#8217;attenzione il divario esistente tra le prime forze del campionato, in particolare l&#8217;Inter, e le altre che, di fronte alla potenza economica, o alle mani bucate di Moratti, appaiono come e vere proprie cenerentole; pur rimanendo distanti, solo Milan e Juventus hanno un monte ingaggi che supera i cento milioni, altre squadre di primo piano come Fiorentina, Napoli e Roma si attestano tra i trenta ed i quaranta milioni; molti dei club minori rientrano tra dieci e venti milioni. Da segnalare che comunque alcune squadre sono riuscite a contenere e addirittura a ridurre la spesa per ingaggi, tra queste <a href="http://www.gazzettacalcio.com/2009/06/alla-faccia-del-real-il-nuovo-milan-stringe-la-cinghia/">il Milan che ha dovuto fare di necessità virtù</a>.</p>
<p><strong>L&#8217;ORO DI MOURINHO</strong> &#8211; I giocatori più pagati sono sono <strong>Eto&#8217;o (Inter) con 10 milioni e mezzo</strong> e <strong>Ronaldinho (Milan) con 7 e mezzo</strong>, seguiti a distanza dai vari Buffon (5,5), Vieira (idem), Totti (5,4),  Pirlo (5) e Del Piero; eppure l&#8217;aspetto probabilmente più clamoroso é dato dal fatto che un allenatore li supera tutti, dato che <strong> José Mourinho porta a casa ben 11 milioni netti all&#8217;anno</strong>; <em>pur bravo che sia ci sembra proprio un&#8217;eresia.</em></p>
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		<title>Derby all&#8217;Inter, il Milan travolto dal ciclone nerazzurro</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 23:30:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla seconda giornata di campionato, in uno stadio Meazza esaurito, va in scena il primo derby della Madunina della stagione calcistica 2009–2010; il fatto, abbastanza inconsueto, che sia in programma così presto non ne sminuisce l’importanza e la curiosità, anche perché il pronostico appare piuttosto incerto, ad un’Inter più forte e attrezzata si contrappone un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1533" title="Gennaro Ringhio Gattuso Milan" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/08/gattuso.jpg" alt="Gennaro Ringhio Gattuso Milan" width="470" height="339" />Alla seconda giornata di campionato, in uno stadio Meazza esaurito, va in scena il primo <em>derby della Madunina</em> della stagione calcistica 2009–2010; il fatto, abbastanza inconsueto, che sia in programma così presto non ne sminuisce l’importanza e la curiosità, anche perché il pronostico appare piuttosto incerto, ad un’<a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/inter/">Inter</a> più forte e attrezzata si contrappone un <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/milan/">Milan</a> che ha dimostrato di essere in ripresa dopo il deludente precampionato e, per quello che può contare, arriva a questa sfida con due punti di vantaggio. Mentre la squadra di Leonardo si schiera secondo pronostico, Mourinho coglie tutti di sorpresa inserendo <strong>dal primo minuto il nuovo arrivato Sneijder</strong> e schierando capitan Zanetti in vece dell’annunciato Santon.</p>
<p><strong>La partita inizia all’insegna del Milan</strong> che, nel primo quarto d’ora, appare più in palla con fraseggi ficcanti e incursioni del bravo Pato che costringe Samuel all’ammonizione; la squadra nerazzurra però si riorganizza e comincia a guadagnare metri di campo fino a che una triangolazione al limite dell’area tra i nuovi acquisti <strong>Eto’o, Milito e Thiago Motta</strong> mettono quest’ultimo davanti a Storari e lo trafigge con un tocco imparabile. La squadra rossonera accusa il colpo e poco dopo un contropiede in velocità di Eto’o costringe Gattuso ad un <strong>intervento falloso</strong> che, oltre al rigore, meriterebbe l’espulsione: se la leva con un cartellino giallo che non convince nessuno, meno che mai  giocatori, dirigenti e tifosi interisti; Milito realizza con sicurezza e porta l’Inter sul due a zero.<br />
Il Milan appare annichilito ed un claudicante <a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/08/gattuso.jpg">Gattuso</a> chiede la sostituzione: il gioco si interrompe, ma Seedorf non é ancora pronto e Ringhio rimane ancora in campo, seppur controvoglia, per il tempo necessario a <strong>commettere un fallo, tanto evidente quanto inutile</strong>, che comporta il secondo cartellino giallo con conseguente <strong>espulsione</strong>; esce imprecando contro la panchina per la perdita di tempo nella sostituzione; Leonardo e Tassotti hanno le loro colpe, ma anche Gattuso deve recitare un <em>mea culpa</em>. La gara prosegue con l’Inter padrona del campo e poco dopo un&#8217;altra bella azione Maicon &#8211; Milito &#8211; Maicon consente a quest’ultimo di trafiggere con facilità l’incolpevole Storari che, fra l’altro, si è reso protagonista di due belle parate su Sneijder e Lucio. <strong>3-0 dopo un primo tempo che ha già espresso abbastanza</strong>.</p>
<p>La ripresa riprende con Ambrosini e Seedorf al posto di Flamini e Borriello, ma la partita non cambia perché l’inferiorità numerica si fa sentire; è poi la volta di Huntelaar che entra in sostituzione di uno spento Ronaldinho, ma senza riuscire a incidere; al 22° poi un <strong>tiro da fuori area di rara potenza e precisione di Stankovic</strong> fissa il risultato sul 4 a 0 definitivo. Nel Milan da segnalare un volitivo e reattivo Pato e qualche buona giocata del rientrante Seedorf.  Un risultato netto che, al di là di come è maturato, non ammette repliche; non incide comunque più di tanto sulle valutazioni già fatte sulla squadra rossonera, ma getta una minacciosa ombra nerazzurra su un campionato che potrebbe non avere storia. Speriamo non sia così.</p>
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		<title>Sangue freddo Lazio, Supercoppa a sorpresa</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 14:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Moneti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Supercoppa Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Rocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sarebbe giusto parlare di meriti. Non ha significato cioè dire che l&#8217;Inter meritava di vincere la Supercoppa Italiana, per quanto mostrato nei 90 minuti di gara. O meglio, seppure i nerazzurri avessero meritato (molto) di più, la Supercoppa va ad una Lazio che partiva decisamente sfavorita, e non aveva certo intenzione di giocarsi questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1229" title="Tommaso Rocchi Lazio" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/08/tommasorocchi.jpg" alt="Tommaso Rocchi Lazio" width="470" height="372" />Non sarebbe giusto parlare di meriti. Non ha significato cioè dire che l&#8217;Inter meritava di vincere la Supercoppa Italiana, per quanto mostrato nei 90 minuti di gara.<br />
O meglio, seppure i nerazzurri avessero meritato (molto) di più, la Supercoppa va ad una <strong>Lazio che partiva decisamente sfavorita</strong>, e non aveva certo intenzione di giocarsi questo match alla pari con lo squadrone di Josè Mourinho.<br />
La Lazio si stringe intorno ad un <strong>mastodontico Muslera</strong>, soffre, rischia ma sa sfruttare alla perfezione quel poco che gli capita davanti alla porta di Julio Cesar: un pò di fortuna nel primo goal di Matuzalem, una perla di capitan Rocchi nella seconda marcatura, quella che taglia le gambe ad un&#8217;Inter arrembante.</p>
<p>Risultato 2-1, e non si può parlare di meriti in un match che prevedeva fin da prima del fischio d&#8217;inizio una Lazio in versione contenimento e ripartenza.</p>
<p>A nulla vale la rete di un ispiratissimo Eto&#8217;o, uomo d&#8217;attacco perennemente imprevedibile, un acquisto che pare fin da subito lasciare poco spazio ai ripianti per Ibrahimovic.<br />
Non solo, l&#8217;Inter esibisce ai 65 mila di Pechino anche un formidabile <strong>Lucio</strong>, difensore che all&#8217;occorrenza (da intendersi come &#8220;spesso e volentieri&#8221;) diviene attaccante aggiunto riuscendo a rendersi sempre pericoloso nelle sue incursioni. Molto positiva anche la prestazione di <strong>Diego Milito</strong>, uno dei principali artefici dell&#8217;asfissiante forcing nerazzurro durato per tutto il secondo tempo.<br />
In controtendenza con gli altri neoacquisti è Thiago Motta, mai entrato a pieno in partita e sostituito al 70esimo con Mario Balotelli.</p>
<p>Insomma, una partita che nonostante la sconfitta e la non completa fase di preparazione mostra un&#8217;<strong>Inter in grande spolvero</strong>, vera squadra da battere del nostro campionato e capace di rendersi pericolosa con quasi tutti gli 11 in campo.</p>
<p><a href="http://www.gazzettacalcio.com/2009/08/supercoppa-italiana-inter-lazio-1-2-la-sintesi/">Vedi il video di Gazzettatube: la sintesi della partita e tutti i gol »</a></p>
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		<title>Piccole coincidenze: i &#8220;number one&#8221; piantati in asso</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 18:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Archiviata, almeno per noi, la Confederations Cup non senza una coda polemica ed un pò di rossore sulle guance, l&#8217;attenzione rimane puntata sulla prossima semifinale del Campionato Europeo Under 21 che vede impegnati i ragazzi di Casiraghi al cospetto di una Germania non trascendentale, ma nemmeno da sottovalutare. Un&#8217;altro argomento particolarmente gettonato é il solito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-786" title="cristiano ronaldo" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/06/cristianoronaldo2.jpg" alt="cristiano ronaldo" width="470" height="339" />Archiviata, <a href="http://www.gazzettacalcio.com/2009/06/altro-che-ultima-spiaggia-queste-erano-sabbie-mobili/">almeno per noi, la Confederations Cup</a> non senza una coda polemica ed un pò di rossore sulle guance, l&#8217;attenzione rimane puntata sulla prossima semifinale del <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/europei-under-21/">Campionato Europeo Under 21</a> che vede impegnati i ragazzi di Casiraghi al cospetto di una Germania non trascendentale, ma nemmeno da sottovalutare. Un&#8217;altro argomento particolarmente gettonato é il solito calciomercato che, Real Madrid a parte, dovrebbe essere (almeno lo speriamo) all&#8217;insegna del <strong>ridimensionamento</strong> di acquisti e ingaggi stratosferici.</p>
<p>Tra tutti questi argomenti semi-seri ce ne sono altri di puro sapore &#8220;gossipparo&#8221; per dirla alla romana o, se preferite, da <strong>salone del parrucchiere</strong>, vale a dire le disavventure amorose di alcuni &#8220;poveri&#8221; artisti del pallone: tra questi spicca la <a href="http://www.gazzettacalcio.com/2009/06/il-real-puo-aspettare-prima-ce-paris-hilton/">presunta &#8220;love story&#8221; di Cristiano Ronaldo</a> con la famosa (anche se, miliardi a parte, non capiamo bene perché) Paris Hilton che, dopo qualche incontro ravvicinato lo avrebbe scaricato perché <strong>non ritenuto abbastanza virile</strong>; spicca anche la ventilata <strong>crisi coniugale dell&#8217;allenatore dell&#8217;Inter Mourinho</strong>, che sembrerebbe in procinto di essere lasciato dalla moglie dopo un matrimonio ventennale, a causa di un presunto flirt dello stesso con una tifosa italiana.</p>
<p>Si tratta indubbiamente di numeri uno; Ronaldo il miglior giocatore in circolazione ed il più pagato, Mourinho l&#8217;allenatore più famoso, più discusso e probabimente anche lui il più pagato tra tutti quelli in circolazione e pure, entrambi, con &#8220;problemi di cuore&#8221;; senza voler peccare di malizia ci viene di accostarli ad <strong>un numero uno di casa nostra</strong>, vale a dire <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/silvio-berlusconi/">il Presidente del Consiglio</a> che, oltre ad essere, almeno in Italia, il numero uno é anche il più ricco e, da un pò di tempo a questa parte, sembra avere problemi amorosi analoghi a quelli dei due illustri sportivi in quanto lasciato dalla moglie a causa di <strong>presunte e ripetute scappatelle</strong>.</p>
<p>Ammesso che tutti i casi citati corrispondano al vero, si potrebbe parlare della <strong>maledizione dei numeri uno</strong>?<br />
Non sappiamo se sia così, l&#8217;unica soluzione sarebbe quella di provare per credere, almeno per chi può!</p>
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		<title>O lo si ama o lo si odia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 18:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Moneti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Allenatori]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Mourinho]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non ci sono decisamente vie di mezzo. Fin dal giorno del suo arrivo all&#8217;Inter questo portoghese di 46 anni ha alimentato intorno a sè un interesse sempre in crescita, vuoi per le vittorie in campo, vuoi per le sparate nei dopopartita o vuoi per il modo sbruffone ed arrogante col quale fa entrambe le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-280" title="mourinho" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/mourinho.jpg" alt="mourinho" width="470" height="311" />No, non ci sono decisamente vie di mezzo.<br />
Fin dal giorno del suo arrivo all&#8217;Inter questo portoghese di 46 anni ha alimentato intorno a sè un interesse sempre in crescita, vuoi per le vittorie in campo, vuoi per le sparate nei dopopartita o vuoi per il modo sbruffone ed arrogante col quale fa entrambe le cose.</p>
<p>Guardiamo ai fatti: in campo l&#8217;<a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/inter/">Inter</a> non ha quasi mai espresso un gioco brillante nè tantomeno entusiasmante. Certo, ha avuto costanza di rendimento e con quella ha vinto lo scudetto, ma questo è un altro discorso. Quello che voglio dire è che il nostro campionato era <strong>fisico e noioso</strong> prima e lo è tutt&#8217;ora dopo il suo arrivo.<br />
Ma se ci si allontana dal calcio giocato e si entra in quello chiacchierato, fatto di sale stampa e dichiarazioni a caldo, ecco che un pò tutti hanno incominciato a <strong>divertirsi</strong>. Vogliamo mettere il brio di un&#8217;intervista a <a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/mourinho.jpg">Josè Mourinho</a>, fatta di critiche spudorate o ammiccamenti e sottili sottintendimenti dinanzi ai quali, di volta in volta, qualcuno puntualmente si incazza? Vogliamo paragonare questo alle interviste rilasciate a pappagallo alle quali eravamo abituati?</p>
<p>Si perchè se a vincere sono gli altri, davanti ad un microfono questi fanno partire il solito &#8220;nastro registrato&#8221; fatto di buonismo e luoghi comuni. Se invece a vincere è Mourinho, lui ci tiene a far notare che gli altri rimangono a <strong>szeru tituli</strong>.<br />
Eppure non lo fa perchè vuole provocare (o almeno, in parte non per quello). Mourinho lo fa in primis perchè lo pensa, e non gli cambia nulla tra tenerselo per sè o dichiararlo davanti a qualche milione di calciomani.<br />
Viene da sè che il suo sostenitore lo idolatra perchè dice quello che gli altri non dicono, ma il suo rivale è portato ad odiarlo, e se odi l&#8217;allenatore di conseguenza odi tutta la squadra. Risultato: <strong>Inter contro tutti</strong>, sia perchè vince (e si sa che quando si vince si attirano le inimicizie), sia perchè ci pensa Josè.</p>
<p>In altre parole, un atteggiamento simile non giova certo alla squadra alla squadra, ma di certo giova al <em>fenomeno Mourinho</em>, sempre sulla cresta dell&#8217;onda. E questo, amici miei, è <strong>marketing</strong>.<br />
<em>&#8220;Non ha importanza cosa dicono&#8221;</em> recitava il vecchio saggio. <em>&#8220;L&#8217;importante è che parlino di te&#8221;</em>.</p>
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