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	<title>La Gazzetta del Calcio &#187; Allenatori</title>
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	<description>Serie A, Champions League, calciomercato, video gol, sintesi partite</description>
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		<title>Un secolo di allenatori: i più bravi di sempre</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 20:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In oltre un secolo di calcio numerosi protagonisti si segnalano anche nella categoria degli allenatori; chiaramente il calcio pionieristico di cinquanta e più anni fa non è assolutamente paragonabile a quello contemporaneo e, per quanto ci riguarda, se escludiamo il mitico Pozzo ben pochi nomi sono passati alla storia prima degli anni sessanta. Di quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2114" title="Nereo Rocco" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/10/nereorocco.jpg" alt="Nereo Rocco" width="470" height="361" />In oltre un secolo di calcio numerosi protagonisti si segnalano anche nella categoria degli <strong>allenatori</strong>; chiaramente il calcio pionieristico di cinquanta e più anni fa non è assolutamente paragonabile a quello contemporaneo e, per quanto ci riguarda, se escludiamo <strong>il mitico Pozzo</strong> ben pochi nomi sono passati alla storia prima degli anni sessanta. Di quel periodo invece non possiamo non ricordare <strong>Helenio Herrera</strong> e <strong><a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/10/nereorocco.jpg">Nereo Rocco</a></strong>, subito dopo di loro un semi sconosciuto allenatore olandese, Rinus Michels, si impose all&#8217;attenzione del mondo intero introducendo il così detto calcio totale con il mitico Ajax, di cui Johan Cruiff fu il profeta incontrastato. A livello europeo dobbiamo ricordare poi  <strong>Ernst Happel</strong> capace, come <strong>Trapattoni</strong>, di vincere il titolo in quattro diversi campionati nazionali, poi <strong>Guus Hiddink</strong> giramondo di grande talento, quindi Ottmar Hitzfeld nominato per ben due volte miglior allenatore mondiale dell&#8217;anno, per arrivare poi a <strong>Rafael Benitez</strong> capace come pochi, al talentuoso e discusso <strong>Mourinho</strong> e, per finire, a sir <strong>Alex Ferguson</strong> che è da 23 anni alla guida del prestigioso Manchester United ed ha vinto come pochi al mondo.</p>
<p>Tra le nuove leve una particolare menzione a <strong>Pep Guardiola</strong> che al primo anno sulla prestigiosa panchina del Bercellona ha vinto tutto quanto c&#8217;era da vincere, in campo nazionale ed europeo.</p>
<p><strong>ALLENATORI MADE IN ITALY</strong> &#8211; A livello nazionale, oltre a Rocco, va ricordato Ferruccio Valcareggi campione d&#8217;Europa con la nostra nazionale nel 1968 e vice campione del mondo a Messico 70, <strong>Niels Liedholm</strong> gran maestro e gran signore, poi <strong>Enzo Bearzot</strong> che guidò la vittoriosa spedizione in Spagna 82, quindi <strong>Arrigo Sacchi</strong> uno dei maggiori artefici del calcio moderno, Giovanni Trapattoni che in Italia, e non solo, ha dimostrato di essere un vincente, capace di reggere ad ad alti livelli per svariati decenni. Dagli anni 90 in poi l&#8217;allenatore più vincente e preparato è stato sicuramente <strong>Fabio Capello</strong>, che attualmente sta facendo benissimo anche alla guida della nazionale inglese; subito dopo viene <strong>Marcello Lippi</strong> che, fra l&#8217;altro, è riuscito a farci vincere un altro campionato del mondo con una formazione che,almeno  inizialmente, non sembrava irresistibile. Una menzione particolare va a <strong>Carletto Ancelotti</strong> che, a soli 50 anni, vanta già una lunga e gloriosa carriera, oltre che a <strong>Prandelli</strong> e <strong>Spalletti</strong>, meno conosciuti a livello internazionale, ma altrettanto capaci e preparati.</p>
<p>Tra gli emergenti nostrani stanno dimostrando buone cose Gasperini ed Allegri che, con tanto lavoro ed un po di fortuna, potrebbero guadagnarsi spazi importanti.</p>
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		<title>Allenatori nel pallone, comincia la danza delle panchine</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 22:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appena andata in archivio la quarta giornata del campionato di calcio, le squadre sono già all&#8217;opera per prepararsi alle prossime partite che si disputeranno mercoledì sera (solo Genoa &#8211; Juventus si giocherà giovedì); niente riposo quindi per giocatori e tecnici; mentre i primi, dopo solo quattro turni non possono essere ancora compiutamente giudicati, relativamente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1895" title="Antonio Conte Atalanta" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/antonioconte.jpg" alt="Antonio Conte Atalanta" width="470" height="336" />Appena andata in archivio la quarta giornata del campionato di calcio, le squadre sono già all&#8217;opera per prepararsi alle prossime partite che si disputeranno mercoledì sera (solo Genoa &#8211; Juventus si giocherà giovedì); niente riposo quindi per giocatori e tecnici; mentre i primi, dopo solo quattro turni non possono essere ancora compiutamente giudicati, relativamente a questa prima fase del torneo, si tirano già <strong>le prime conclusioni sugli allenatori</strong>.</p>
<p><strong>FLOP GREGUCCI</strong> &#8211; Partendo dal fondo della classifica si registra già la prima vittima della famigerata <em>&#8220;sindrome del presidente&#8221;</em>, l&#8217;esonero è toccato a <strong>Gregucci</strong> allenatore di un&#8217;Atalanta irriconoscibile, ancora a zero punti in classifica, un solo goal fatto e sette subiti; al suo posto arriva <strong><a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/antonioconte.jpg">Antonio Conte</a></strong> che dalle prime dichiarazioni, e non poteva essere diversamente, si dice alquanto fiducioso; difficilmente infatti potrà fare peggio di chi lo ha preceduto.</p>
<p><strong>GIGI DEL NERI AL TOP</strong> &#8211; L&#8217;allenatore che invece in questo momento va per la maggiore è <strong>Del Neri</strong>, fra l&#8217;altro ex atalantino, che con la sua Sampdoria viaggia, abbastanza inaspettatamente, in vetta alla classifica in compagnia della Juve di Ferrara il quale, per il momento, non poteva chiedere di più ne al destino ne ai suoi uomini.</p>
<p><strong>Allegri</strong> dal canto suo è già abituato alle false partenze, l&#8217;anno scorso era infatti ancora a zero punti mentre quest&#8217;anno ne ha raccolto uno, la sua squadra raccoglie invece consensi e l&#8217;apprezzamento del suo pubblico. A quota quattro punti troviamo un allenatore che probabilmente rischia più di Allegri, vale a dire <strong>Donadon</strong><strong>i</strong>, nonostante la dispendiosa campagna acquisti il suo Napoli stenta tanto nel gioco quanto nei risultati.<br />
Non se la passano bene nemmeno Zenga e Atzori, il Palermo non convince pienamente e ha già due punti in meno della passata stagione, mentre il Catania registra addirittura un meno 6.<br />
La quarta giornata ha fornito una boccata di ossigeno puro, più o meno meritato, ai vari Leonardo, Ventura, Di Carlo, Guidolin e soprattutto <strong>Ranieri</strong> che, arrivato a Roma a &#8220;dispetto dei santi&#8221; si è tolto una bella soddisfazione mettendo in campo una Roma volitiva che ha dato spettacolo almeno per 60 minuti, surclassando la frastornata Fiorentina di Prandelli.</p>
<p>Una segnalazione speciale infine per il solito <strong>Mourinho</strong> che, pur vincendo senza merito a Cagliari, ha trovato il modo di rendersi come sempre protagonista, in questo caso più nel male che nel bene, rimediando infatti un&#8217;altra espulsione per intemperanze verso l&#8217;arbitro. E siamo solo all&#8217;inizio.</p>
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		<title>Luciano Spalletti lascia Roma, al suo posto arriva Ranieri</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 23:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la seconda giornata di campionato si registra già il primo avvicendamento della nuova stagione su una panchina di serie A, un avvicendamento importante che riguarda una delle società più amate e in lotta, almeno nel recente passato, per le prime posizioni nonchè impegnata anche nelle coppe europee; riguarda anche uno degli allenatori più bravi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1579" title="Luciano Spalletti Roma" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/lucianospalletti.jpg" alt="Luciano Spalletti Roma" width="470" height="341" />Dopo la seconda giornata di campionato si registra già il primo avvicendamento della nuova stagione su una panchina di serie A, un avvicendamento importante che riguarda una delle società più amate e in lotta, almeno nel recente passato, per le prime posizioni nonchè impegnata anche nelle coppe europee; riguarda anche uno degli allenatori più bravi e preparati, stimato sia per le doti tecniche che per quelle umane e comportamentali. Stiamo parlando della Roma e di <strong>Luciano Spalletti</strong>. In verità anche il suo sotituto é di tutto rispetto, con un curriculum notevole e, per di più, romano: <strong>Claudio Ranieri</strong>, fresco di &#8220;accantonamento&#8221; da parte della Juventus che gli ha dato il benservito a due giornate dal termine dello scorso campionato. L&#8217;avvicendamento dopo la seconda giornata non rappresenta sicuramente un record, basti pensare che si sono registrati esoneri anche prima dell&#8217;inizio del campionato.</p>
<p>Come annunciato dal tecnico dimissionario e dalla società, si é trattato di una decisione dello stesso <a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/09/lucianospalletti.jpg">Spalletti</a> che ha presentato le proprie <strong>dimissioni</strong>, motivate, al presidente Rossella Sensi la quale le ha accettate. Al momento non é ancora chiaro quale siano le reali motivazioni che hanno portato a questo clamoroso divorzio, ma non saranno sicuramente addebitabili agli zero punti in classifica dopo le prime due giornate di campionato; si tratta più probabilmente di una decisione maturata al termine della passata stagione e poi accantonata, come si può dedurre da una frase dello stesso Spalletti che suona più o meno così: <em>&#8220;c&#8217;è una cosa di cui mi sono pentito, tra tutte quelle che ho fatto da maggio, ma non la posso rivelare&#8221;, </em>probabilmente si trattava di quanto ha ora messo in atto, forse condizionato dalle <a href="http://www.gazzettacalcio.com/2009/05/roma-calcio-fine-di-un-ciclo-i-tifosi-con-il-fiato-sospeso/">problematiche societarie</a> che non gli hanno poi consentito di allestire la squadra che avrebbe voluto, o forse le motivazioni sono anche legate ad altre opportunità che si sono palesate nell&#8217;ultimo periodo; sicuramente nelle prossime settimane ne sapremo di più.</p>
<p>Senza voler togliere niente al sostituto la Roma e il nostro campionato perdono, almeno per il momento, uno dei personaggi più apprezzati, persona preparata, schietta e genuina, dalla battuta pronta, si é accaparrato le simpatie anche dei tifosi avversari. Spalletti come giocatore non é andato oltre la serie C, ma dovunque ha giocato ha lasciato un buon ricordo, soprattutto a La Spezia, per la simpatia e per l&#8217;impegno profuso (fu soprannominato <em>&#8220;sette polmoni&#8221;</em>). Da allenatore la sua carriera inizia a Empoli con il quale, dopo aver vinto la Coppa Italia di serie C, conquistò dapprima la serie B e poi la serie A; un altra tappa particolarmente importante della sua carriera di tecnico é stata <strong>Udine</strong> dove ha ottenuto due qualificazioni in Coppa Uefa ed una Champions League nella stagione 2004/2005; passò poi alla Roma dove ha ottenuto ottimi risultati in campionato e vinto 2 Coppe Italia ed una Supercoppa Italiana; <strong>nel 2006 e 2007 é stato premiato come migliore allenatore della massima serie</strong>.</p>
<p>L&#8217;addio di mister Spalletti ha spiazzato tifosi e giocatori, basti pensare che i due più rappresentativi, Totti e De Rossi, hanno chiesto ed ottenuto un colloquio chiarificatore con il Presidente. <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/claudio-ranieri/">Ranieri</a>, nella sua Roma, ce la metterà tutta anche se sostituire uno come Luciano Spalletti non é sicuramente facile.</p>
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		<title>Allenatori: molte incertezze e&#8230; valigie sempre pronte</title>
		<link>http://www.gazzettacalcio.com/2009/06/allenatori-molte-in-certezze-e-valigie-sempre-pronte/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 17:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molto prima della fine del campionato di calcio ha iniziato a impazzare il calciomercato; sono sorti numerosi dubbi sulle, più o meno probabili, destinazioni dei vari Kakà, Ibrahimovic e giù a scendere fino a tanti onesti comprimari, comunque di buon livello. Forse mai come in questi ultimi anni però, si sta assistendo a un gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-447" title="oronzo cana" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/06/cana.jpg" alt="oronzo cana" width="470" height="306" />Molto prima della fine del campionato di calcio ha iniziato a impazzare il <a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/calciomercato/">calciomercato</a>; sono sorti numerosi dubbi sulle, più o meno probabili, destinazioni dei vari Kakà, Ibrahimovic e giù a scendere fino a tanti onesti comprimari, comunque di buon livello.</p>
<p>Forse mai come in questi ultimi anni però, si sta assistendo a un gran via vai di <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/allenatori/">allenatori</a>; alcuni cambiamenti, riguardanti soprattutto i club più scontenti, sono sempre stati “fisiologici”, cambiamenti che solitamente riguardavano circa un terzo dei mister del massimo campionato. Questa estate invece i cambi  di panchina, certi o probabili, riguardano<strong> oltre il 50% dei tecnici</strong> che hanno portato a compimento quest’ultima stagione calcistica.</p>
<p>Il caso più eclatante, comunque abbastanza preventivabile, è stato quello di <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/claudio-ranieri/">Claudio Ranieri</a>, esonerato a due giornate dal termine alla faccia del tanto celebrato (in passato) “stile Juve”: si è liberata una panchina di prestigio che probabilmente si contenderanno Conte e Ferrara, quest’ultimo già attivo in veste di “traghettatore”.  <strong>Mourinho</strong> rimarrà all’Inter (al 99,9% come da lui dichiarato), al Milan il posto è stato assegnato a <strong>Leonardo</strong> con <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/carlo-ancelotti/">Ancelotti</a> emigrante di lusso al <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/chelsea/">Chelsea</a>; alla Roma (probabilmente) resterà <strong>Spalletti</strong>, ferma restando l’incognita societaria; <strong>Prandelli</strong> confermatissimo alla Fiorentina, così come <strong>Gasperini</strong> al Genoa (salvo colpi di testa dell’eclettico Preziosi); <strong>Marino</strong> non dovrebbe avere problemi a restare a Udine al termine, tutto sommato, di una buona stagione.  Massimiliano <strong>Allegri</strong> dopo l’ottimo campionato del suo <a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/cagliari/">Cagliari</a> dovrebbe veder confermata la fiducia di patron Cellino, un altro Presidente talvolta imprevedibile; così come imprevedibile e umorale è Zamparini, il proprietario del Palermo che dovrà fare a meno del pur bravo <strong>Bombardini</strong> che sembra destinato verso altri lidi (forse Bergamo?). Come non parlare del buon Delio <strong>Rossi</strong> (anche lui alle prese con un Presidente niente male) che, pur avendo vinto la coppa Italia non ha certezze sul suo futuro, tanto vero che sembra destinato al Palermo e per la panchina della <a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/lazio/">Lazio</a> sembrano esserci ben altri tre pretendenti, o presunti tali, quali <strong>Zenga</strong> che ha annunciato il suo divorzio dal <a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/catania/">Catania</a>, <strong>Mazzarri</strong> che non è più l’allenatore della Sampdoria e <strong>Giampaolo</strong> che dovrebbe rescindere il suo contratto con il Siena. Palermo, Catania, Siena e Sampdoria sono quindi alla ricerca di nuovi tecnici, solo quest’ultima sembra averlo trovato in <strong>Del Neri</strong> che, di conseguenza ha lasciato libero il posto all’Atalanta; al Catania dovrebbe arrivare Atzori; incertezza assoluta per il Siena e quasi assoluta per il Palermo.  A Verona, sponda Chievo, dovrebbe restare Di Carlo dopo la conquista di una meritata e sofferta salvezza; il Lecce non avrà come allenatore in serie B il buon Di Canio. Probabili conferme sono quelle di <strong>Papadopulo</strong> al <a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/bologna/">Bologna</a> e <strong>Donadoni</strong> al <a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/napoli/">Napoli</a>; si registra inoltre l’assoluta incertezza sulla permanenza di Orlandi alla Reggina, mentre è invece ormai sicuro che non sarà Camolese a guidare il Torino nella faticosa, e per nulla scontata, risalita in serie A.</p>
<p>Tra tanti dubbi una certezza, quella che anche per gli <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/allenatori/">allenatori</a> si può parlare di <strong>precariato</strong>; ben pagato … ma pur sempre di precariato si tratta!</p>
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		<title>Guardiola, campione anche di stile nella magica notte del Barcellona</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 22:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mo.di</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notte romana del 27 maggio 2009 verrà ricordata a lungo dal Barcellona e dai suoi numerosissimi e appassionati tifosi; il museo del Camp Nou si arricchisce di altro materiale di pregio, da storia del calcio. E’ andata in scena la partita che non ti aspetti, l’attesa maggiore era per i Red Devils che apparivano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-417" title="guardiola" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/guardiola.jpg" alt="guardiola" width="470" height="327" />La notte romana del 27 maggio 2009 verrà ricordata a lungo dal Barcellona e dai suoi numerosissimi e appassionati tifosi; il museo del Camp Nou si arricchisce di altro materiale di pregio, da storia del calcio. E’ andata in scena la partita che non ti aspetti, l’attesa maggiore era per i Red Devils che apparivano nettamente favoriti, rispetto ad un Barcellona forte, ma che aveva raggiunto la finale per il “rotto della cuffia”, forse appagato dalla doppietta (campionato e Coppa del Re) conquistati in patria. Passati i primi minuti per entrare in partita ed aggiustare il tiro, Eto’o ha tirato fuori dal cilindro una magia che di colpo ha cancellato ogni timore dei giocatori spagnoli,  mettendo, al contempo, in affanno la fortissima squadra di Alex Fergusson.</p>
<p>I giocatori spagnoli, pur lamentando assenze pesanti in difesa, hanno complessivamente disputato una partita di ottimo livello dove, oltre al solito <strong>Messi</strong>, hanno brillato di luce intensa le due menti della squadra, vale a dire Xavi e Iniesta. Ma se la squadra, come nel resto della stagione, ha dimostrato tecnica, compattezza e concretezza il merito va sicuramente ascritto a chi, con impegno e tenacia, ha plasmato un gruppo di valore assoluto, vale a dire <strong>Pep Guardiola</strong>. Ha utilizzato al meglio le sue pedine impostando una gara attenta, mai rinunciataria, con fraseggi ripetuti, ma mai fini a se stessi; ad un certo punto ha invertito le posizioni di Messi ed Eto’o, così che il furetto argentino è venuto a trovarsi al cospetto di difensori non in grado di arginarlo.</p>
<p>Questo allenatore, semi sconosciuto come tale, ha dimostrato di saperci fare: è entrato in punta di piedi ad allenare uno dei più prestigiosi Club europei, poi tra lo scetticismo generale ha cominciato a macinare punti ed avversari arrivando, prima a “mangiare il classico panettone”, sul quale molti non avrebbero scommesso, e poi a vincere come mai in passato. E’ diventato un vero e proprio profeta in patria, sia per la <em>“tripleta”</em> conquistata, sia perché nella storia della società catalana, è il primo esordiente a vincere la Champions League al primo tentativo.<br />
Una delle prime affermazioni che gli è scappata è stata <em>“domani me ne vado, non posso fare nient&#8217;altro per migliorare”</em>, naturalmente era uno scherzo, ma sicuramente ora sentirà ancora di più il peso di una grossa responsabilità perché, <strong>se vincere è difficile, ripetersi lo è ancora di più.</strong></p>
<p>Al di là dell’aspetto sportivo comunque, impressiona come il personaggio Guardiola abbia conquistato tutti per il suo modo di fare <strong>pacato, elegante e rispettoso</strong> dell’avversario. Alcuni episodi verificatesi in quest’ultimo periodo testimoniano il suo elevato spessore umano; basti pensare all’abbraccio con l’allenatore del Chelsea, quando a pochi minuti dalla fine stava perdendo la semifinale di ritorno; la telefonata invito fatta al suo ex maestro Carletto Mazzone e la dedica fatta a <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/paolo-maldini/">Paolo Maldini</a> subito dopo la vittoria con il <a href="http://www.gazzettacalcio.com/tag/manchester-united/">Manchester</a>. Tre piccoli episodi che però dicono molto di colui che riesce a compierli con naturalezza, nonostante le tensioni del momento.</p>
<p>Il nostro calcio, fortunatamente, conta numerosi bravi allenatori, apprezzabili anche per serietà e correttezza, ma l’esempio dato da <a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/guardiola.jpg">Guardiola</a> non può che fare bene a tutti e quindi anche a loro, contribuendo a fare apparire più umano un ambiente che sovente stenta ad esserlo.</p>
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		<title>O lo si ama o lo si odia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 18:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Moneti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Josè Mourinho]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non ci sono decisamente vie di mezzo. Fin dal giorno del suo arrivo all&#8217;Inter questo portoghese di 46 anni ha alimentato intorno a sè un interesse sempre in crescita, vuoi per le vittorie in campo, vuoi per le sparate nei dopopartita o vuoi per il modo sbruffone ed arrogante col quale fa entrambe le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-280" title="mourinho" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/mourinho.jpg" alt="mourinho" width="470" height="311" />No, non ci sono decisamente vie di mezzo.<br />
Fin dal giorno del suo arrivo all&#8217;Inter questo portoghese di 46 anni ha alimentato intorno a sè un interesse sempre in crescita, vuoi per le vittorie in campo, vuoi per le sparate nei dopopartita o vuoi per il modo sbruffone ed arrogante col quale fa entrambe le cose.</p>
<p>Guardiamo ai fatti: in campo l&#8217;<a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/inter/">Inter</a> non ha quasi mai espresso un gioco brillante nè tantomeno entusiasmante. Certo, ha avuto costanza di rendimento e con quella ha vinto lo scudetto, ma questo è un altro discorso. Quello che voglio dire è che il nostro campionato era <strong>fisico e noioso</strong> prima e lo è tutt&#8217;ora dopo il suo arrivo.<br />
Ma se ci si allontana dal calcio giocato e si entra in quello chiacchierato, fatto di sale stampa e dichiarazioni a caldo, ecco che un pò tutti hanno incominciato a <strong>divertirsi</strong>. Vogliamo mettere il brio di un&#8217;intervista a <a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/mourinho.jpg">Josè Mourinho</a>, fatta di critiche spudorate o ammiccamenti e sottili sottintendimenti dinanzi ai quali, di volta in volta, qualcuno puntualmente si incazza? Vogliamo paragonare questo alle interviste rilasciate a pappagallo alle quali eravamo abituati?</p>
<p>Si perchè se a vincere sono gli altri, davanti ad un microfono questi fanno partire il solito &#8220;nastro registrato&#8221; fatto di buonismo e luoghi comuni. Se invece a vincere è Mourinho, lui ci tiene a far notare che gli altri rimangono a <strong>szeru tituli</strong>.<br />
Eppure non lo fa perchè vuole provocare (o almeno, in parte non per quello). Mourinho lo fa in primis perchè lo pensa, e non gli cambia nulla tra tenerselo per sè o dichiararlo davanti a qualche milione di calciomani.<br />
Viene da sè che il suo sostenitore lo idolatra perchè dice quello che gli altri non dicono, ma il suo rivale è portato ad odiarlo, e se odi l&#8217;allenatore di conseguenza odi tutta la squadra. Risultato: <strong>Inter contro tutti</strong>, sia perchè vince (e si sa che quando si vince si attirano le inimicizie), sia perchè ci pensa Josè.</p>
<p>In altre parole, un atteggiamento simile non giova certo alla squadra alla squadra, ma di certo giova al <em>fenomeno Mourinho</em>, sempre sulla cresta dell&#8217;onda. E questo, amici miei, è <strong>marketing</strong>.<br />
<em>&#8220;Non ha importanza cosa dicono&#8221;</em> recitava il vecchio saggio. <em>&#8220;L&#8217;importante è che parlino di te&#8221;</em>.</p>
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		<title>Juve, esonerato Ranieri. Mossa alquanto discutibile</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 17:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Moneti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allenatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Ranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Esoneri]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>

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		<description><![CDATA[La Juventus licenzia Claudio Ranieri ed affida il finale di stagione nelle mani di Ciro Ferrara. E&#8217; questo il modo di comportarsi con un proprio dipendente?  Perchè, quando le cose non vanno per il verso giusto il primo a rimetterci è l&#8217;allenatore? Ma soprattutto, perchè a due giornate dalla fine? A colpo d&#8217;occhio la risposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Juventus licenzia Claudio Ranieri ed affida il finale di stagione nelle mani di Ciro Ferrara.<br />
E&#8217; questo il modo di comportarsi con un proprio dipendente?  Perchè, quando le cose non vanno per il verso giusto il primo a rimetterci è l&#8217;allenatore? Ma soprattutto, <strong>perchè a due giornate dalla fine?</strong></p>
<p>A colpo d&#8217;occhio la risposta pare semplice: questa brutta fine di campionato non era prevista, e ci vuole un capro espiatorio. E chi meglio del contestatissimo Claudio?<br />
Eppure, guardiamo le cose come stanno: la <a href="http://www.gazzettacalcio.com/category/serie-a/juventus/">Juventus</a> è in corsa per il secondo (o terzo, non fa differenza) posto in classifica. Quindi le cause dell&#8217;esonero vanno per forza ricercate o nello scudetto mancato o in quest&#8217;ultima serie di risultati negativi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-233" title="claudio ranieri" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/ranieri1.jpg" alt="claudio ranieri" width="470" height="288" />Per quanto riguarda la prima ipotesi, partiamo dal fatto che nella rosa attuale <strong>questa Juventus non è una squadra che può permettersi di lottare per lo scudetto</strong>. Il fatto che la Juventus a 12 giornate dalla fine si trovasse a lottare per il primo posto in campionato ha fatto credere a tutti che la squadra disponesse dei mezzi per vincere questa lotta. Ma così non è stato, anzi tutti gli sforzi per inseguire l&#8217;Inter si sono fatti presto sentire ed hanno pesato sulla condizione della squadra, che a questo punto della stagione ha le <strong>batterie scariche</strong>, ed ecco spiegata anche la seconda ipotesi.<br />
Probabilmente quindi ha inciso molto il fattore delusione. Ma se anche così fosse non si rimedia certo esonerando l&#8217;allenatore, bensì adottando un poco di umiltà per capire che questi giocatori stanno ottenendo quanto rientra nelle loro possibilità.</p>
<p>Non solo: vogliamo parlare di quegli <strong>acquisti che non hanno rispettato le aspettative</strong> di dirigenza, allenatore e soprattutto tifosi? Va bene che questi acquisti vengono scelti di comune accordo tra l&#8217;allenatore stesso e la dirigenza, ma allora Ranieri è stato licenziato per gli ingaggi di giocatori come <strong>Poulsen</strong> o <strong>Tiago</strong>? Naaa&#8230;</p>
<p>E allora, perchè proprio il povero <strong>Claudio Ranieri</strong>? Non credo (e non ci voglio credere) che il motivo sia incompetenza.<br />
Piuttosto, l&#8217;esonero dell&#8217;allenatore è un segno forte da parte della dirigenza, qualcosa che dà la scossa, un messaggio discutibile ma chiaro: <em>&#8220;Le cose non stanno andando per il verso giusto&#8221;</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allenatori in bilico&#8230; o precari di lusso?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 13:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il rompipalle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Allenatori]]></category>
		<category><![CDATA[Stipendi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo periodo comincia a rimbalzare su giornali e tv il solito &#8220;tam tam&#8221; che preannuncia il famigerato calciomercato, la compravendita estiva (e non solo) di poveri calciatori e allenatori plurimilionari, spesso sopravvalutati ed eccessivamente pagati. Si tratta di un mondo lontano dalla realtà delle persone normali che stentano ad arrivare a fine mese con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-59" title="soldi" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/soldi.jpg" alt="soldi" width="470" height="344" />In questo periodo comincia a rimbalzare su giornali e tv <a href="http://www.gazzettacalcio.com/?p=48">il solito &#8220;tam tam&#8221; che preannuncia il famigerato calciomercato</a>, la compravendita estiva (e non solo) di poveri calciatori e allenatori plurimilionari, spesso sopravvalutati ed <strong>eccessivamente pagati</strong>.</p>
<p>Si tratta di un mondo lontano dalla realtà delle persone normali che stentano ad arrivare a fine mese con il loro misero stipendio o salario che sia; un mondo riservato ad una ristretta categoria di <em>élite</em>, spesso capace solo di saper prendere a calci un pallone, ma questo basta e avanza a farne divi di prima grandezza, apprezzati dal pubblico e per questo super pagati.</p>
<p>In questa categoria rientrano anche gli allenatori di squadre famose, professionisti sicuramente capaci e preparati che arrivano a guadagnare in un anno quello che <strong>un comune mortale non riesce a raccimolare in un&#8217;intera esistenza lavorativa</strong>.  Svolgono sicuramente un lavoro difficile, tra pressioni e condizionamenti, si trovano ad avere a che fare con presidenti, amministratori delegati e direttori sportivi esigenti, calciatori dal carattere difficile, tifosi impazienti pronti a criticare il minimo errore o presunto tale.</p>
<p>Nonostante le difficoltà e la precarietà del loro lavoro, considerato che spesso divengono veri e propri capri espiatori pagando colpe anche non loro,   spero che si rendano conto di essere oltremodo fortunati svolgendo una professione gratificante e lautamente pagata.  Per questo motivo quando uno di essi perde il posto, conservando il più delle volte il lauto compenso pattuito, <strong>non riesco a dispiacermene</strong>, al contrario di quanto accade nei confronti del lavoratore, padre di famiglia che di punto in bianco si ritrova, non più giovanissimo, senza lavoro e con una famiglia da mentenere e magari il mutuo da pagare!</p>
<p>Questa Italia a due &#8220;velocità&#8221; dovrebbe fare riflettere molto di più di quanto in realtà accade!</p>
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		<title>E vai col Toto-Panchine</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 12:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Moneti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Allenatori]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Ranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scudetto è cosa chiusa, il calcio italiano chiude un&#8217;annata tanto deludente quanto polemica con in mano solo tanta voglia di riscatto nel confronti del calcio inglese. E ora? Ora si riparte: torna il caldo e con esso il calciomercato, che coi tempi che corrono sembra che appassioni ancor più del calcio giocato. E, vuoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-49" title="ranieri" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/ranieri.jpg" alt="ranieri" width="500" height="359" />Lo scudetto è cosa chiusa, il calcio italiano chiude un&#8217;annata tanto deludente quanto polemica con in mano solo tanta <a href="http://www.gazzettacalcio.com/?p=34">voglia di riscatto nel confronti del calcio inglese</a>. E ora?<br />
Ora si riparte: torna il caldo e con esso il <strong>calciomercato</strong>, che coi tempi che corrono sembra che appassioni ancor più del calcio giocato. E, vuoi per sadismo o vuoi per senso di giustizia, a noi italiani <em>ce piace tanto</em> vedere le panchine che saltano, i nomi degli allenatori che si rincorrono, le voci di corrodoio e gli scoop dell&#8217;ultimo minuto sugli esoneri milionari.</p>
<p>Cominciamo dalle parole di Cobolli Gigli  <em>&#8220;Ranieri ha la nostra totale fiducia, con lui andremo avanti fino a fine stagione poi tireremo le somme&#8221;</em>: in pratica non lo esonerano alla terzultima di campionato solo perchè passerebbero da bischeri, ma sta di fatto che che il clima coi tifosi è tutt&#8217;altro che roseo e il buon <strong>Claudio Ranieri</strong> pare sempre di più il capro espiatorio.<br />
Per non parlare sul fronte Milan, dove dopo <a href="http://www.gazzettacalcio.com/?p=3">le dichiarazioni di Berlusconi</a> <strong>Carlo Ancelotti</strong> strizza l&#8217;occhio (quello bieco) a Roman Abramovich, patron del Chelsea che oramai lo insegue da anni e mai lo ha avuto così vicino.</p>
<p>Cosa più interessante è di certo la vicenda Giampaolo: l&#8217;allenatore del Siena <strong>Marco Giampaolo</strong> pare essere il più conteso del nostro campionato, al punto che è questione di giorni la sua richiesta di svincolo dall&#8217;attuale contratto che lo legherebbe al Siena fino al 2010. Per contenderselo già fanno la fila la Lazio, la Sampdoria, la Roma, l&#8217;Atalanta e (su tutti) il Genoa. Proprio il Genoa che già saluta il suo <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, l&#8217;uomo (pare) designato dalla Juve per sostituire <a href="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/ranieri.jpg">Ranieri</a>.</p>
<p>E perchè tra le pretendenti a Giampaolo ci sono Lazio e Sampdoria? La prima perchè</p>
<p><img class="size-full wp-image-50 alignright" title="giampaolo" src="http://www.gazzettacalcio.com/wp-content/uploads/2009/05/giampaolo.jpg" alt="giampaolo" width="180" height="180" /></p>
<p>in caso di sconfitta nella finale di Coppa Italia darebbe il benservito a Rossi, la seconda per lo stesso motivo lo darebbe a Mazzarri.<br />
Ci sarà da divertirsi.</p>
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