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Storia dell’autogol, l’harakiri del calcio

Calcio

autogolIl goal è il sale del calcio: raramente si vedono belle partite finire zero a zero, a volte però segnare una rete nella porta sbagliata, oltre a essere spiacevole, può essere molto pericoloso, così come può renderti famoso anche se per un qualcosa da non prendere ad esempio.

L’autorete più tragica della storia del calcio si è rivelata quella del colombiano Escobar nella gara dei mondiali del ‘94 persa per due a uno contro gli Stati Uniti, tale sconfitta comportò l’eliminazione della nazionale colombiana; dieci giorni più tardi, tornato in patria, Escobar venne giustiziato con dodici colpi di mitraglietta; le motivazioni furono poi ricondotte alle scommesse clandestine gestite dalla malavita locale.

L’autorete più spettacolare sembra essere invece stata segnata da Materazzi nel 2006 nella partita Empoli – Inter, con un tiro da circa 50 metri batté imparabilmente l’incolpevole Julio Cesar, che però difendeva la porta della sua squadra.
Quando si parla di autogol, ai meno giovani viene subito in mente Comunardo Niccolai, difensore di buona qualità, che vinse lo scudetto del ‘ 70 con il Cagliari giocando da stopper titolare. Complessivamente mise a segno sei autoreti, la più famosa della quali favorì la Juve il 14 marzo 1970, con un sontuoso colpo di testa all’incrocio dei pali, ma nella sua porta difesa dal bravo Albertosi.

RECORD – Il giocatore italiano che ha segnato più autoreti sembra essere Riccardo Ferri, uno dei più forti difensori degli anni ’80 che vanta ben 45 presenze in nazionale: in oltre dodici anni di carriera ne ha realizzate sette, così come Francesco Morini e Sergio Santarini. Il record assoluto in materia di autoreti dovrebbe essere comunque del giamaicano Frank Sinclair, ex Chelsea, che nella sua carriera ne ha realizzati ben 25 diventando, con tutta probabilità, l’incubo dei suoi portieri.
Ultimamente hanno avuto particolare risonanza le due autoreti messe a segno da Kaladze nella partita Georgia – Italia, determinando il risultato finale di 2 a 0 in nostro favore, risolvendo così una partita giocata maluccio dalla nazionale azzurra. In questo caso quindi non tutto il male viene per nuocere.

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