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Cosa accomuna Antonio Cassano e Marcello Lippi?

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antoniocassanosampNel dopo partita Sampdoria – Bari, dopo che i padroni di casa avevano, a fatica, ottenuto il punto che consentiva loro di agganciare la Juve a secondo posto in classifica, come un fulmine a ciel sereno è arrivata una dichiarazione di Cassano che ha spiazzato tutti, sia per quello che ha detto, che per come lo ha detto perché é arrivato in conferenza stampa con i lineamenti tirati e parlando a ruota libera senza freni inibitori. In pratica l’ex talento di Bari vecchia ce l’aveva con un manipolo di tifosi, nemmeno tanti in verità, che hanno contestato la squadra e il buon Antonio reo di non rendere come dovrebbe, soprattutto al cospetto della “vecchia signora”; se l’è presa a tal punto di minacciare di piantare tutti in asso di punto in bianco, senza pensarci due volte, come del resto, a suo dire, aveva fatto con Roma e Real Madrid.

Il buon Cassano, parlando di getto, si è dimenticato di un particolare, vale a dire che se fosse lui a lasciare la squadra, non rispettando il contratto, direbbe addio ad un bel mucchio di soldi (circa 10 milioni di euro) che la Samp invece gli garantirebbe per i prossimi 4 anni. Il D.G. Marotta, che aveva cercato di dissuadere il buon Antonio dal rilasciare dichiarazioni avventate, ha provato a sdrammatizzare l’accaduto, riconoscendo gli indubbi meriti dell’attaccante, forse innervosito anche dalla mancata considerazione del selezionatore azzurro Lippi. Lo stesso Lippi che sempre più spesso si sta innervosendo ogni qual volta gli rammentano la mancata convocazione di Cassano in nazionale e che, nell’ultima gara di qualificazione mondiale, se l’è pesantemente presa con il pubblico di Parma reo di non aver apprezzato la mezza brutta figura rimediata dalla sua squadra al cospetto del non irresistibile Cipro, inneggiando ad alcuni non convocati e invitando i presenti a trovarsi un altro lavoro.

Detti episodi sono comunque sintomatici di due caratteri sotto certi aspetti simili, riottosi e impulsivi che difficilmente riuscirebbero a convivere pacificamente a diretto contatto; probabilmente Lippi ha il merito di aver intuito tutto ciò e per questo si ostina a preferirgli altri giocatori, forse meno dotati tecnicamente, ma sicuramente più accomodanti e affidabili sotto il profilo caratteriale.

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