“Occhio non vede cuore non duole”; ma quando l’occhio vede, talvolta, più che al cuore fa venire il mal di fegato. Cosa che probabilmente é successa a chi, in un celebrato quotidiano sportivo, ha potuto constatare gli stipendi dei giocatori del calcio nostrano. Non é he la cosa ci ha colto di sorpresa, ma vedere certe cifre fa comunque impressione e suscita anche una certa indignazione, soprattutto in un momento come questo, con una crisi economica e occupazionale ancora dilagante e con almeno una famiglia su quattro che ha seri problemi per riuscire a campare in maniera dignitosa.
Non ci sentiamo di colpevolizzare più di tanto i giocatori, perché quando trovano chi garantisce loro cifre da capogiro fanno bene ad accettarle; la colpa va invece addebitata, oltre che ad alcuni proprietari e dirigenti di grosse squadre, a questo sistema lievitato a dismisura, che continua ad essere sempre più lontano dal mondo reale. Basti pensare che nei primi anni settanta fecero scalpore alcune valutazioni, allora stratosferiche, come quella di Giuseppe Savoldi acquistato dal Napoli per una cifra di circa due miliardi, con un rapporto tra valutazione e stipendi di allora di poco superiore a 1 a 20.000, mentre nel 2009 il rapporto tra la valutazione di Cristiano Ronaldo ed uno stipendio medio é salito a più di 1 a 60.000.
L’ASSURDO – Un buon calciatore aiuta sicuramente l’industria “pallonara” a decollare, ma considerato che un buon dirigente d’azienda (con molte più responsabilità) si attesta mediamente tra i 60 ed i 100.000 euro all’anno, non si vede perché un calciatore di medio valore (e sottolineo medio) debba guadagnare tra i 500.000 euro ed il milione annuo , tanto più se consideriamo che un operaio specializzato e un medio impiegato oscillano tra i 20.000 ed i 30.000 euro, tralasciando infine milioni di pensionati, precari e chi non avendo un lavoro non ha neanche uno stipendio.
ALTRO CHE CRISI – In siffatta situazione gli stipendi della nuova serie A superano, in totale, il muro degli 800 milioni lordi (840 per l’eattezza) contro i precedenti 768. Balza comunque all’attenzione il divario esistente tra le prime forze del campionato, in particolare l’Inter, e le altre che, di fronte alla potenza economica, o alle mani bucate di Moratti, appaiono come e vere proprie cenerentole; pur rimanendo distanti, solo Milan e Juventus hanno un monte ingaggi che supera i cento milioni, altre squadre di primo piano come Fiorentina, Napoli e Roma si attestano tra i trenta ed i quaranta milioni; molti dei club minori rientrano tra dieci e venti milioni. Da segnalare che comunque alcune squadre sono riuscite a contenere e addirittura a ridurre la spesa per ingaggi, tra queste il Milan che ha dovuto fare di necessità virtù.
L’ORO DI MOURINHO – I giocatori più pagati sono sono Eto’o (Inter) con 10 milioni e mezzo e Ronaldinho (Milan) con 7 e mezzo, seguiti a distanza dai vari Buffon (5,5), Vieira (idem), Totti (5,4), Pirlo (5) e Del Piero; eppure l’aspetto probabilmente più clamoroso é dato dal fatto che un allenatore li supera tutti, dato che José Mourinho porta a casa ben 11 milioni netti all’anno; pur bravo che sia ci sembra proprio un’eresia.










E’ giusto che ognuno faccia i propri interessi, ma a tutto c’è un limite, gli speculatori continuano a non capirlo, stanno uccidono il Calcio.
Non c’ è più l’ attaccamento per la maglia, ogni anno assistiamo ai fallimenti delle società e i genitori avviano i giovani al calcio solo per il miraggio dell’ arricchimento!