La ventiquattresima stagione rossonera dell’era Berlusconi é iniziata all’insegna di stati d’animo contrastanti: da una parte la società che, dopo aver ridato ossigeno al bilancio, si aspetta un’annata di vertice; dall’altra la tifoseria, piuttosto delusa dalla insufficiente campagna acquisti contrassegnata dalla dolorosa cessione di Kakà, oltre all’annunciato ritiro di capitan Maldini che, per inciso, nella stagione trascorsa é stato uno dei più positivi nonostante l’età avanzata.
La società, oltre che tramite l’A.D. Galliani, ha espresso una buone di ottimismo per bocca del presidente Berlusconi che, abituato ad esternazioni roboanti, non ha deluso nemmeno in questo caso affermando, senza tema di smentita, (salvo quella del campo) che la dirigenza ha puntato sul rinnovamento costruendo una “rosa” di tutto rispetto che lascia intravedere una stagione ricca di soddisfazioni, considerato che in Italia nessuno ha un gruppo altrettanto forte dal punto di vista tecnico, nemmeno l’Inter.
E’ pur vero che da molti anni ha convinto molti italiani della bontà delle sue promesse, ma questa volta forse ha esagerato, anche perché il ventilato arrivo di un’attaccante di peso non riuscirà a sostituire un giocatore del calibro di Kakà, senza contare che l’ossatura della squadra é composta principalmente da “senatori” con un anno in più sulle gambe e da alcuni giovani che ancora devono dimostrare di essere all’altezza di simili palcoscenici.
Un pò più cauti, ma comunque fiduciosi, sono apparsi, oltre a Galliani che ha ribadito di aspettarsi un campionato da prime posizioni e di andare più avanti possibile in Champions, mister Leonardo e capitan Ambrosini; la loro posizione non poteva essere diversa dal momento che la società ha riposto in loro molte aspettative, soprattutto Leonardo che, in questo caso, ha avuto una sorta di carta bianca basata sulla fiducia e, probabilmente, sul fatto che comunque era già sotto contratto, anche se in una veste diversa.
E’ pur vero che anche in passato la medesima società ha puntato più volte, con successo, su allenatori emergenti o quasi sconosciuti: basti pensare a Sacchi, poi Capello, Zaccheroni e lo stesso Ancelotti; scelte analoghe ma, il più delle volte, con ambizioni e investimenti di tutt’altro spessore.
La tifoseria al contrario si é dimostrata “freddina”, si é sentita per certi versi tradita e, anche con tanta buona volontà, non vede altrettanto roseo e teme un’altra stagione all’insegna degli sberleffi dei cugini interisti.
A questo punto la speranza maggiore é riposta nel nuovo allenatore che ha dichiarato che da da questo gruppo può nascere una squadra competitiva; ha in mente molte idee innovative, basate sulla velocità e intensità di gioco, l’importante é avere la giusta dose di umiltà. Ci sentiamo di suggerire che oltre all’umiltà bisogna aggiungere una buona dose di ottimismo per sperare, come ventilato, che il Ronaldinho attuale possa essere l’elemento trascinatore per la prossima stagione. Auguri.










I tifosi da curva sono pochi imbecilli che potremmo mettere alla pari con i no-global come senso di responsabilità e civiltà. Di conseguenza non contano nulla. Del resto se uno non è contento, può sempre cambiare squadra o comprarla. Nel secondo caso con i suoi soldi può ingaggiare tutti i migliori calciatori.
[...] negativo. Pato a quale categoria apparterrà? Se appartenesse alla seconda per i tifosi milanisti, già sufficientemente scontenti e preoccupati, sarebbe un altro colpo basso, la classica “pioggia sul [...]
[...] c’è da considerare che questo ottimismo esplode solo pochi giorni dopo che la società veniva duramente contestata per la sue deludenti mosse di calciomercato. E la domanda sorge spontanea: se il Milan non ha [...]