Il calcio è il tipico gioco di squadra e quindi, in teoria, tutti i giocatori godono di uguale importanza; affermazione scontata, ma non corrispondente al vero; perché sappiamo benissimo che basta guardare i vincitori dei vari palloni d’oro, così come le quotazioni più alte del mercatoper accorgersi che sono quasi ad esclusivo appannaggio degli attaccanti, o meglio, di quegli attaccanti che segnano molto e che quindi sono, o sembrano, più decisivi degli altri.
Chiaramente anche un portiere, un difensore o un centrocampista possono ritagliarsi un loro momento, anche duraturo, di gloria ma, siccome l’essenza del calcio è il goal, chi segna molto riesce a mettersi in mostra molto più degli altri; alcuni attaccanti che magari non toccano palla per gran parte di una gara o falliscono occasioni in apparenza facili, ma che poi segnano la rete decisiva rischiano di essere giudicati i migliori in campo, anche in barba a chi, per 90 minuti, ha corso e lottato pure per loro.
La vita di un buon attaccante sembrerebbe quindi tutta in discesa; chiaramente non è così perché con più si è bravi e maggiori sono le aspettative e le pressioni, le marcature degli avversari si fanno più attente e cattive e poi perché, mentre in alcuni periodi fare goal sembra la cosa più facile e più naturale di questo mondo, in altri, nonostante l’impegno, la palla non ne vuol sapere di entrare in porta, vuoi per sfortuna o per bravura degli avversari.
Un esempio su tutti lo possiamo riconoscere in Luca Toni che, più in nazionale che con al sua squadra di club, non riesce a fare goal neanche a porta vuota, eppure nel recente passato ha ampiamente dimostrato di essere un attaccante di razza capace di segnare molto.
Il classico “bomber” abituato a segnare tanto, quando non va a segno per quattro o cinque partite consecutive rischia di andare in ansia, le critiche aumentano, i tifosi e la stampa possono creare pressioni difficili da sostenere se, oltre alle doti tecniche ed agonistiche, non si possiedono carattere di ferro e gran forza di volontà; sono queste qualità che molto spesso, più dell’aspetto tecnico, fanno la differenza tra un buon giocatore ed un campione. Ecco perché anche quando si leggono i titoli del calcio mercato a fare notizia e stuzzicare la fantasia dei tifosi sono molto spesso quegli attaccanti in grado “di fare la differenza”, basti pensare ai vari Cristiano Ronaldo, Kakà, Messi, Ibrahimovic, Totti e così via.
Tutti bravi, ricchi e famosi, ma se arrivare in cima è difficile, restarci lo è ancora di più, per questo occorrono più che mai nervi saldi e piedi ben piantati a terra (Adriano insegna…).










[...] Articolo completo fonte: I migliori attaccanti del mondo: Ibrahimovic, Messi, Kakà, Ronaldo … [...]
[...] Original post by La Gazzetta del Calcio [...]