Quasi tutte le squadre di calcio della masima serie hanno iniziato l’attività estiva; nei luoghi più disparati, ma comunque ritenuti utili ad un’adeguata preperazione che possa permettere un’ossigenazione ottimale quale presupposto ad un campionato giocato al massimo delle proprie potenzialità. Per questo motivo molti scelgono di lavorare per almeno un paio di settimane in località climatiche o di alta montagna in ambienti tranquillli e rilassanti, possibilmente al riparo dall’opprimente calura cittadina che contraddistingue il periodo estivo di molte nostre città, tuttalpiù sotto lo sguardo vigile di giornalisti, fotoreporter e cameramen, oltre al solito manipolodi tifosi “fedeli nei secoli”, pronti spesso a sacrificare, oltre alla pace familiare, scampoli più o meno lunghi di ferie pur di stare per qualche giorno a diretto contatto dei propri beniamini.
Una volta il periodo di preparazione estiva era incentrato su ritmi che consentivano di entrare in forma nell’arco di alcune settimane, per questo motivo le partite vere, o comunque impegnative, non si disputavano quasi mai prima di un paio di settimane; da qualche anno a questa parte invece, soprattutto le squadre più blasonate, nel periodo estivo più che alla preparazione sembrano orientate a fare cassa, per questo motivo già dopo quattro o cinque giorni di preparazione si sobbarcano amichevoli inutili e improbabili, ma lautamente compensate. In taluni casi poi si organizzano vere e proprie tournée in estremo oriente, nei paesi arabi o addirittura negli States, lughi ove, a parte un caldo opprimente, in questo momento é più facile trovare sponsor pronti a investire in tal senso.
In tutto ciò ci sentiamo di evidenziare almeno un paio di aspetti ritenuti importanti:
1) le rose delle squadre che giungono in ritiro sono destinate, nella maggior parte dei casi, a essere più o meno modificate, se non addirittura stravolte, da un calciomercato che la fa da protagonista per quasi tutta la stagione, anche se di fatto dovrebbe essere concentrato in tempi ben definti;
2) molti calciatori sono vittime di incidenti più o meno gravi nel corso del campionato, probabilmente causati appunto, oltre che dai molteplici impegni di coloro che sono impegnati nelle coppe europee e con le rispettive nazionali, anche da preparazioni accelerate e con carichi di lavoro probabilmente eccessivi concentrati in tempi ristretti. E’ pur vero che molte squadre dispongono di gruppi di 25 – 28 giocatori ed anche oltre, però é altrettanto vero che quelli veramente insistituibili solitamente non sono molti e se a farsi male é uno o addirittura più di questi, la stagione dell’intera squadra rischia di essere veramente compromessa.
Siccome i dirigenti di dette squadre non sembrano degli sprovveduti il rischio dovrebbe essere calcolato ma, a giudicare dai numerosi inserimenti e aggiustamenti apportati spesso in “corso d’opera”, probabilmente non é cosi!










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