Serie A

Eh già, non esistono più i calciatori di una volta!

Calcio

Gianni Rivera Sandro MazzolaCon il calcio giocato in stand-by, l’attenzione degli appassionati si concentra sulle voci di mercato, più o meno attendibili, ma il più delle volte capaci di attirare l’attenzione anche dei più distratti. Le varie trattative si rincorrono quotidianamente tra annunci, smentite, indiscrezioni e mezze verità; nell’assistere a tutto ciò può sembrare che non esistano più i calciatori di una volta, quelli cioé che per l’attaccamento a una maglia, a una città e ad una tifoseria militavano per decenni nel medesimo club, rimandogli fedeli nel bene come nel male, condividendone quindi gioie e delusioni, ma sempre pronti a dare il meglio  di loro stessi.

Stiamo parlando di campioni allo stato puro, basta fare qualche nome per accorgersene:

GIANNI RIVERA che dopo aver esordito e disputato 27 partite con 6 reti nell’Alessandria, ha disputato ben 19 stagioni nel Milan per il quale ha collezionato 893 partite ufficiali e realizzato 288 gol, vincendo molto sia in Italia che in Europa e aggiudicandosi il pallone d’oro nel 1969;

SANDRO MAZZOLA che ha sempre militato nell’Inter, collezionato 417 gettoni con 116 reti e vincendo tutto quanto era possibile;

GIACINTO FACCHETTI che con l’Inter ha disputato 634 partite e segnato 75 gol, vincendo tantissimo;

GIACOMO BULGARELLI che dal 1958 al 1975, con il suo Bologna, ha collezionato 486 presenze e vinto lo scudetto nel 1964.

In tempi più recenti non possiamo non parlare di FRANCO BARESI, in venti anni di Milan ha collezionato 716 partite ufficiali ed ha vinto 6 scudetti, 3 coppe campioni, 2 coppe intercontinentali, 3 super coppe europee e 4 super coppe italiane; senza contare le partecipazioni ai campionati mondiali con un primo, un secondo ed un terzo posto!

Calciatori di questo stampo non ne nascono tutti i giorni, ma probabilmente fra trenta anni parlando di quelli sopra citati ne rammenteremo anche alcuni tuttora in attività, o che hanno appena smesso, che si avviano a ripercorrerne le orme, basta fare qualche nome:

Giacomo BulgarelliPAOLO MALDINI che con il suo Milan ha giocato oltre 800 partite e vinto anche più dello stesso Baresi, senza contare le 112 presenze in nazionale maggiore dalla quale si é ritirato da ben sette anni;

FRANCESCO TOTTI un’intera carriera tutta in giallorosso, fin dall’esordio in Serie A ad appena 16 anni, ne é diventato ben presto il capitano e l’idolo di una città intera (almeno quella romanista); la scelta di rimanere a Roma sicuramente ne ha sicuramente condizionato la carriera, vincendo meno di quanto avrebbe meritato;

ALESSANDRO DEL PIERO che, dopo aver iniziato nel Padova, ha disputato, per il momento, ben 16 campionati nella Juventus, collezionando oltre 600 presenze e segnando qualcosa come circa 260 reti;

XAVIER ZANETTI che, oltre che capitano é diventato una vera e propria bandiera dell’Inter con cui ha già disputato ben 14 campionati, collezionando oltre 650 presenze e circa 20 reti.

Anche nei campionati esteri possiamo trovare campioni autentici che dimostrano un grande attaccamento al club che li ha valorizzati, basti pensare a Ryan Giggs che milita nel Manchester United da ben 19 anni, oppure a Raul bandiera del Real Madrid, a Puyol del Barcellona, Terry del Chelsea o Gerrard del Liverpool.

Stiamo quindi parlando di calciatori d’eccellenza per cui una riflessione viene spontanea: “sembrerebbe facile rimanere attaccati ad una squadra prestigiosa che ti paga tansissimo e con la quale riesci a vincere molto”.  E’ una valutazione che non ci sentiamo di condividere perché il mondo del calcio é pieno di “bandiere” semi sconosciute, non strapagate e non vincenti, che comunque antepongono le ragioni del cuore a quelle dell’opportunismo. Anche se questi uomini simbolo sono tanti, si tratta pur sempre di una sparuta minoranza perché, probabilmente, essere fedeli nella vita come nel calcio, oltre che una scelta o una fatalità é una dote presente nel DNA di pochi; pochi ma buoni, anzi buonissimi!

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