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L’Italia che non ti aspetti, quella dei piccoletti dal tiro… mancino

Calcio

italia irlanda del nordL’amichevole di Pisa con l’Irlanda del Nord non era solo una partitella di fine stagione, ma un’opportunità per Lippi, per alcuni giocatori e per la stessa città ospitante; per quest’ultima, oltre ad avere la possibilità di vedere all’opera la nazionale maggiore (anche se sperimentale), si è trattato di dimostrare la propria sportività, la sportività di un pubblico appassionato e corretto, anche se non numerosissimo, che ha trasformato in una festa di sport un appuntamento atteso e, allo stesso tempo, un po’ temuto per le proteste minacciate da alcuni tifosi locali che hanno mal digerito la retrocessione all’ultima giornata del Pisa Calcio in serie C.

Un’opportunità per Lippi, che concedendo un po’ di riposo ad alcuni giocatori facenti parte della rosa per la Confederation Cup, ha potuto vedere all’opera alcuni esordienti ed altri che hanno bisogno di giocare e di fare esperienza, per aspirare a guadagnarsi un spazio in pianta stabile in maglia azzurra. E’ stata anche un’occasione importante per molti buoni giocatori che si sono particolarmente distinti nel recente torneo di serie A; un premio per alcuni e la possibilità per tutti di dimostrare il loro valore in un palcoscenico di prestigio, anche se al cospetto di avversari non irresistibili.

Questo mix di opportunità ha offerto un buono spettacolo, con giocate di alta classe e tre gol di ottima fattura. Tra i vari protagonisti hanno particolarmente impressionato, oltre al giovane Santon, che gioca con le movenze di un veterano, due mancini piccoletti dalla classe sopraffina quali Giuseppe Rossi e Pasquale Foggia, autori anche di due reti altamente spettacolari; tra gli altri hanno ben figurato altri due mancini di talento quali D’Agostino e Grosso, senza contare che anche Pellissier, di sinistro, ha segnato un gol da antologia dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo, coincidente con l’esordio in maglia azzurra.

Una partita quindi attesa con un certo scetticismo si è trasformata in una serata di sport che ci ha riconciliati con il buon calcio; la speranza è che questo avvenga anche nei prossimi impegni, ed in particolare in quelli ufficiali che ci dovrebbero portare a difendere il titolo mondiale conquistato in Germania, perché se vincere è stato esaltante, rivincere lo sarebbe ancora di più.

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Discussione

Un commento su “L’Italia che non ti aspetti, quella dei piccoletti dal tiro… mancino”

  1. [...] Uniti, ma soprattutto in quella con il Brasile; sarebbe auspicabile rivedere la concretezza e le buone giocate espresse dall’Italietta sperimentale che pochi giorni fa ha affrontato l’Irlanda del Nord all’ombra della torre pendente.  [...]

    Posted by Italia Nuova Zelanda 4-3 10 giugno 2009 | Gazzetta Calcio | giugno 10, 2009, 23:47

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