In questi giorni, “a bocce ferme”, il clamore maggiore è dato dal rincorrersi di svariate voci di mercato, tra queste quelle che si fanno più insistenti sono le probabili cessioni di Kakà, dal Milan al Real Madrid, e di Ibrahimovic, dall’Inter al Barcellona. Si tratta di cessioni che hanno concrete possibilità di realizzazione, tenuto conto della volontà dei giocatori, soprattutto quella di Ibrahimovic, e del bisogno di monetizzare, soprattutto da parte del Milan che sembra avere bilanci societari abbastanza deficitari. Se tali affari si concretizzeranno, oltre al passaggio di denaro, si avranno anche acquisti o scambi di spessore perché, sia per le squadre che per le tifoserie, è impensabile che le due società milanesi cedano gli uomini di maggior prestigio senza provare a rimpiazzarli con altri giocatori di ottimo livello. La Spagna comunque, anche in questo caso, oltre a primeggiare sul campo sia a livello di club che di nazionale, sembra intenzionata a non badare a spese pur di accaparrarsi quanto di meglio esiste sul mercato; il tutto alla faccia della grave crisi economica che sta attanagliando il mondo intero e, in questo caso la Spagna non fa eccezione, anzi…
Per le due cessioni, milione più milione meno, si parla di cifre oscillanti tra i sessanta ed i settanta milioni di euro; per i due giocatori, esclusi i diritti di immagine che saranno sicuramente stratosferici, si parla di ingaggio di circa 9 milioni netti per Kakà e di 12 milioni lordi per Ibrahimovic, anche se il Barcellona avrebbe previsto un tetto salariale di “soli” 8 milioni di euro all’anno, attualmente percepiti dal “povero” Messi. Al di la dell’esoso sborso economico di acquisto i due fuoriclasse percepirebbero (al netto) circa 750.000 euro al mese, vale a dire 25.000 euro al giorno, oltre naturalmente ai citati diritti di immagine, ville, collaboratori ed altri benefit di varia natura. In pratica quindi ognuno di questi campioni guadagnerebbe in un giorno molto di più di quanto un operaio o un impiegato qualsiasi arriva a guadagnare in un anno intero. E’ vero che la carriera dei calciatori è relativamente breve e che spesso sono soggetti a pressioni e tensioni notevoli, ma è anche vero che fanno un lavoro tutto sommato divertente che gli apre un mondo dorato, inaccessibile ai comuni mortali.
In un periodo di profonda crisi economica e lavorativa, invece di sbattere in faccia simili cifre al disoccupato o cassaintegrato che non sa come arrivare a fine mese, sarebbe auspicabile che il mondo del calcio lanciasse un segnale forte, facendo tesoro della proposta avanzata poco tempo fa da Gattuso che si dichiarò disponibile ad un ridimensionamento degli ingaggi, a partire da quelli più elevati. Apprezzabile l’intenzione, ma i fatti, per il momento, non si sono visti anche perché la caccia al campione o fuoriclasse che sia comporta aste senza limiti, come attualmente sembra accadere anche con il caso Kakà a causa dell’interessamento manifestato dal Chelsea, in contrapposizione a quello preesistente del Real Madrid.
Se un ridimensionamento economico non ci sarà, se le società ed i giocatori continueranno su questa strada, un segnale forte e forse decisivo potrebbero darlo i tifosi scioperando contro questo “sistema” che, senza il pubblico, e quindi senza il consumatore finale, sarebbe come un castello di sabbia nella tempesta.
Proviamo a spargere il seme dell’insofferenza a tutto ciò e forse … qualcosa nascerà!










Domanda: Se un calciatore,guadagna migliardi mensili,un LAVORATORE quanto dovrebbe guadagnare ?? Non parliamo dicrisi ma di intelligenza.
Tirate voi le somme,io la chiamo presa per il culo,nei confronti degli operai.