Nonostante la brutta figura rimediata nella precedente partita della nostra nazionale nella Confederations Cup, c’era una certa attesa per la sfida calcistica tra Italia e Brasile; in primo per salvare l’onore della squadra campione del mondo e poi per agguantare in extremis una qualificazione fortemente a rischio. Alla vigilia la squadra e l’allenatore hanno manifestato un certo ottimismo, anche perché il gruppo sembrava esserci e la voglia di riscatto pure; alla luce dei fatti però le speranze e le buoni intenzioni sono miseramente naufragate di fronte alla nazionale verde oro che, pur non essendo trascendentale, dimostra una netta superiorità sia fisica che tecnica.
Per l’occasione Lippi mischia ancora le carte rispetto alla formazione iniziale precedente: dentro Dossena, Camoranesi, Montolivo e Toni al posto di Grosso, Gattuso, Rossi e Quagliarella. La partita inizia con una fase di studio a ritmi blandi, poi il Brasile prende pian piano il sopravvento e colpisce anche due pali prima di segnare due goal in pochi minuti; passata in svantaggio la nostra squadra perde ulteriormente lucidità fino a regalare letteralmente il terzo goal con un’autorete “di buona fattura” dell’impaurito Dossena. Anche la sostituzione di Iaquinta con Giuseppe Rossi non sorte effetto alcuno. Un primo tempo quindi che, oltre a vederci stanchi e confusi, ci manda al riposo con ben tre reti al passivo ed il morale sotto i tacchi.
Nella ripresa, con l’ingresso di Pepe al posto di Montolivo e Gilardino in vece di “paracarro” Toni, la nostra squadra ha qualche sussulto in più, causati anche dal risultato dell’altra partita del girone che sembrava avvantaggiarci. E’ cominciato a quel punto una sorta di conteggio abbastanza patetico, in base al quale un solo goal segnato ci avrebbe permesso di passare il turno, solo grazie ad una buona dose di … fortuna e senza merito alcuno, ma non è stato così; non abbiamo rubato niente a nessuno e abbiamo avuto solo quello che ci siamo meritati, vale a dire l’eliminazione e una buona dose di brutte figure.
L’aspetto comunque più preoccupante è dato da quanto affermato da Lippi, in base al quale questa sarà l’intelaiatura base della squadra che dovrebbe affrontare i prossimi mondiali, salvo qualche inserimento dell’ultima ora. Se questa squadra non riuscirà a recuperare un gioco credibile, un’accettabile forma fisica e una certa dose di dignità, nel prossimo giugno ci potrebbero aspettare alcune serate all’insegna del mal di stomaco; per dirla alla Tiziano Ferro saranno solo “sere nere”!










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