Quello che fino ad oggi si prospetta per il prossimo anno è un Milan privo di giocatori quali Kakà, Maldini, Shevchenko, Emerson, Beckham, Senderos: sei signori che nella precedente stagione sono costati alla società la bellezza di 54 milioni di euro. Se si considera che tra questi Shevchenko ed Emerson hanno percepito 10 milioni il primo e 7 il secondo per passare l’intera stagione a riscaldare la panchina rossonera, e si aggiunge che il giovane Senderos si è rivelato un bidone di lusso (5 milioni di euro a stagione), si capisce che qualcosa non è andato per il verso giusto.
Così, dinanzi a quel buco nero di 67 milioni si spiega perfettamente la cessione di Kakà, che da sola risana l’intero passivo del bilancio societario e permette di fissare il nuovo tetto massimo di ingaggio ad “appena” 8 milioni netti l’anno, attualmente percepiti solo da Ronaldinho, attorno al quale si costruirà la nuova squadra di Leonardo (a differenza dei 20 lordi dello stesso Kakà). Rimane da sistemare la questione Dida, dal momento che 8 milioni lordi ad un secondo portiere non collimano certamente con questa nuova direzione.
Tali limiti paiono non scontentare Andrea Pirlo, dichiarato incedibile e coccolato con 6 milioni e mezzo a stagione, nè tantomeno a Pato, uno dei pochi che può permettersi di richiedere un aumento anche in seguito ai reiterati corteggiamenti del Chelsea di Abramovich. In senso opposto invece Massimo Ambrosini, il cui prolungamento di contratto (in scadenza tra un anno) sarà cosa certa solo se il centrocampista non avanzerà pretese di aumento.










Abbiamo scelto del piero al milan aqisto
[...] In siffatta situazione gli stipendi della nuova serie A superano il il muro degli 800 milioni lordi contro i precedenti 768. Balza comunque all’attenzione il divario esistente tra le prime forze del campionato, in particolare l’Inter, e le altre che, di fronte alla potenza economica, o alle mani bucate di Moratti, appaiono come e vere proprie cenerentole; pur rimanendo distanti, solo Milan e Juventus hanno un monte ingaggi che supera i cento milioni, altre squadre di primo piano come Fiorentina, Napoli e Roma si attestano tra i trenta ed quaranta milioni; molti dei club minori rientrano tra dieci e venti milioni. Da segnalare che comunque alcune squadre sono riuscite a contenere e addirittura a ridurre la spesa per ingaggi, tra queste il Milan che ha dovuto fare di necessità virtù. [...]