E’ calato il sipario sul massimo campionato di calcio, l’ultima giornata ha decretato quei pochi verdetti che erano rimasti ancora in bilico: il terzo posto al Milan a danno della Fiorentina, che si vedrà quindi costretta ai preliminari di Champions; la salvezza del Bologna con conseguente amara retrocessione del Torino; la classifica dei cannonieri che è andata a Ibrahimovic, senza comunque niente togliere ai campionati sontuosi di altri attaccanti quali Di Vaio e Milito.
Quest’ ultima giornata non aveva gran che d’altro da regalare se non la possibilità di mettersi in mostra a taluni giocatori che durante l’anno erano stati poco utilizzati. Un aspetto importante è invece quello che ha rappresentato il definitivo commiato di alcuni, il temporaneo addio di altri, oltre a salutare attesi ritorni e addirittura annunciare nuove entrate.
L’addio definitivo più importante è certamente quello del grande Paolo Maldini, sicuramente uno dei giocatori più bravi e vincenti dell’ultimo quarto di secolo, che, dopo l’amara e ingiusta contestazione di domenica scorsa, è stato salutato e applaudito con calore dal caldo e competente pubblico di Firenze; un altro commiato di notevole spessore è quello di Pavel Nedved, che dopo cinque anni di Lazio, ha disputato otto campionati con la maglia della Juve suscitando ammirazione e rispetto da parte di tifosi, compagni ed avversari; un altro saluto da segnalare è quello di Luis Figo che, arrivato all’Inter all’inizio della sua fase calante, ha comunque dimostrato sprazzi di classe sopraffina e notevole serietà professionale.
Tra gli arrivederci ci preme segnalare quello ormai certo di Carlo Ancelotti destinato, come sembra, alla panchina del Chelsea del patron Abramovich, un commiato dolce – amaro: dolce perché tutto sommato lascia un Milan qualificato di diritto alla Champions League e amaro perché i suoi tifosi e soprattutto il suo Presidente si attendevano di più, cosa che, soprattutto con quest’ultimo, ha causato uno “strappo” sicuramente eccessivo considerate le doti tecniche e umane del buon Carletto. Un altro temporaneo addio alla massima serie che ferisce è quello del Torino che è stato costretto alla retrocessione, non senza una velenosa coda polemica.
Tra i rientri che invece faranno sicuramente bene al mondo del calcio segnaliamo quello di Ringhio Gattuso, reduce da un lungo infortunio e soprattutto quello di Nesta, che ha riassaporato la massima competizione dalla quale mancava da tempo immemorabile; speriamo che non si tratti di un intermezzo, bensì di un rientro in pianta stabile.
La partenza di Ancelotti, sembra invece spalancare le porte di Milanello a Leonardo che, fino ad ora lo ha frequentato con altri compiti e mansioni e da domani dovrebbe essere il nuovo allenatore del Milan. Se in questa nuova dimensione saprà confermare le doti espresse da giocatore e quelle umane dimostrate successivamente, sarà sicuramente in grado di fare più che bene.
Auguri.










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