In un recente passato il calciomercato impazzava quasi esclusivamente nel periodo estivo, aspettavamo con impazienza i primi giorni di luglio allorché la nostra squadra del cuore poteva prendere una diversa fisionomia. Adesso invece una squadra può iniziare il campionato con dei giocatori e terminarlo con altri. Il tifoso comune rimane quantomeno perplesso ed a volte sconcertato, senza contare che viene pesantemente condizionata anche la raccolta delle famigerate figurine!
Sempre più spesso poi i giornali ed i programmi tv specializzati si sbilanciano in ipotesi di acquisti, scambi e prestiti, talvolta abbastanza improbabili, l’importante é comunque “fare notizia” oppure affermare “io l’avevo detto”. Una delle squadre che fa più notizia in tal senso é sicuramente l’Inter del Presidente Moratti, al quale tutto si potrà contestare eccetto il difetto del così detto “braccino corto”. Di solito squadra che vince non si cambia, lui invece tutti gli anni, pur vincendo lo scudetto, compra a destra e manca, talvolta gli acqusti si dimostrano indovinati, altre volte “un po meno”, basti pensare a Quaresma, Amantino Mancini, etc. Il problema (suo) e l’indignazione (nostra) sono dati dal fatto che per questi giocatori, tra acquisto e ingaggio, vengono allegramente spese decine e decine di milioni di euro; alla faccia di chi non riesce ad arrivare a fine mese!
Anche quest’anno sta acquistando o si sta concretamente interessando a Milito, Thiago Motta, Felipe Melo, Schnaider, Fabregas e così via; in pratica quasi non c’é giocatore bravo e costoso che non lo interessi. Finché può spendere in questo modo fa bene a farlo; ma riflettendoci sopra viene in mente la proposta di Mosley per la formula Uno che prevede un tetto di spesa per i vari team. In un periodo di vacche magre sarebbe opportuno che un forte segnale di merigerazione venisse anche da chi, come Moratti ed altri, non hanno, o sembrano non avere, (vedi Milan) problemi economici.
Alla faccia del ministro Maroni, qui si acquistano immigrati di lusso.










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