Fino a pochi anni fa il “Bel paese” si vantava di avere il campionato di calcio più bello del mondo, con i più celebrati campioni e vincendo molti titoli tra i più prestigiosi a livello di club.
In quel periodo guardavamo tutti gli altri paesi europei dall’alto in basso, in modo quasi compassionevole, ignorando lo sperpero economico, la corruzione e le intemperanze sempre più violente di tifosi o presunti tali.
Ultimamente le cose sono cambiate: le altre nazioni, ed in particolare le squadre di club del Regno Unito ci stanno dando sonore lezioni; lezioni di calcio e non solo. Basti pensare al recente scontro di Champion League allorché siamo stati meritatamente sconfitti in tutti e tre gli scontri diretti.
L’aspetto che ci vede comunque maggiormente perdenti e quello del tifo violento; in Gran Bretagna verrebbe da dire che (fortunatamente) “non esistono più gli hooligan di una volta”; non si può certamente dire altrettanto per quello che ci riguarda. Per molti tifosi italiani la partita domenicale (o del fine settimana) diventa spesso una sorta di sopraffazione nei confronti del tifo avversario o delle foze dell’ordine, più probabilmente è solo uno sfogo violento per la mancata realizzazione in altri campi della vita sociale.
Negli stadi inglesi il terreno da gioco non è circondato come da noi da un’alta rete di protezione e nonostante ciò non succede quasi mai qualcosa di spiacevole o particolarmente violento.
In Italia invece se non c’è un’inversione di tendenza che può portare a cambiare questo stato di cose, invece di abolirle le reti di recinzione andranno rinforzate!
Spero di sbagliarmi…










[...] il caclio italiano chiude un’annata tanto deludente quanto polemica con in mano solo tanta voglia di riscatto nel confronti del calcio inglese. E ora? Ora si riparte: torna il caldo e con esso il calciomercato, che coi tempi che corrono [...]
[...] Sarà quindi un’occasione particolarmente importante sia per valorizzare oltre modo la nostra capitale capace di abbinare, come nessun altra città al mondo, storia e sport; oltre che per dimostrare le capacità organizzative dell’Italia calcistica e non solo. Un solo rimpianto non da poco: non ci sono squadre italiane, … ma questo è un altro discorso! [...]