Come il che cane non molla l’osso, così Florentino Pérez non demorde e riparte all’attacco per poter mettere sotto contratto l’asso brasiliano del Milan Ricardo Kakà. Giocano a suo favore, dice, gli ottimi rapporti con Adriano Galliani che dovrebbero semplificare le operazioni di trasferimento del giocatore (che i due si frequentino?).
Ad ogni modo, un Kakà che lascia l’Italia per Madrid sarebbe un chiaro segno di decadimento del nostro calcio, ultimo atto di una lenta ed inesorabile fuga di talenti.
Ma quello che più di ogni altra cosa non mi va giù, è che il vecchio Florentino da 9 anni a questa parte concepisce i calciatori proprio come una quindicenne concepisce scarpette e minigonne: shopping.
Correva l’anno 1994 quando Mendoza batteva lo stesso Pérez alle elezioni societarie e diveniva il presidente del Real Madrid. Poi però, il nostro amico si fece furbo: nel 2000 si ricandidò con la promessa elettorale di acquistare l’idolo delle folle Luis Figo. Stravinse, e nemmeno un mese dopo Figo vestiva la maglia madrilena.
La linea di pensiero fu subito chiara a tutti. “Compriamo tutto noi”, e di lì al 2006, il calciatore più ambito di ogni anno puntualmente veniva acquistato dal Real Madrid (chi se ne frega se non serviva all’allenatore, “compriamo tutto noi”): 2001 Zidane, 2002 Ronaldo, 2003 Beckham, 2004 Owen, 2005 Robinho. Poi, nel 2006, visto il fallimento di un così lungimirante progetto, fu costretto a dare le dimissioni sentenziando che la società avrebbe dovuto intraprendere una nuova strada.
Ma oggi, 2009, rieccotelo. Le elezioni del 14 giugno sono già considerate da tutti pura formalità e lui, prima ancora di essere eletto, vuol già comprare tutto.
Caro il mio Florentino, avresti pure rotto i coglioni.










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